Slitta al 13 gennaio 2027 la prossima udienza del processo per l’assassinio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola. Un nuovo rinvio che allunga i tempi di un procedimento giudiziario atteso da anni e sul quale pesa ancora la vicenda processuale del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.
A chiedere il differimento dell’udienza è stata la pubblico ministero Elena Guarino, in attesa che la Corte d’Appello si pronunci sul ricorso presentato dalla Procura di Salerno contro il proscioglimento di Cagnazzo. La discussione del ricorso è fissata per il prossimo 12 novembre, mentre la decisione è attesa tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio.
L’udienza odierna riguardava le posizioni dell’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi imputati per concorso in omicidio e traffico di droga, oltre a quella di Giovanni Cafiero, chiamato a rispondere della sola contestazione relativa agli stupefacenti.
In aula era presente Antonio Vassallo, figlio del sindaco assassinato. All’uscita dal Tribunale non ha nascosto l’amarezza per il protrarsi dei tempi giudiziari, ribadendo però la necessità di attendere l’esito del ricorso sulla posizione di Cagnazzo.
«I tempi si allungano, ma è giusto aspettare l’esito su Cagnazzo. Abbiamo bisogno che inizi un processo giusto, con Cagnazzo al suo interno. La decisione è attesa per dicembre e noi riteniamo che Cagnazzo debba essere presente nel processo, perché ha gravi responsabilità. Non avremmo mai immaginato di arrivare fin qui e di dover anche solo pensare a un processo senza la sua presenza. La battaglia per la verità non si ferma. A volte siamo amareggiati: sono passati sedici anni, abbiamo sete di verità e vogliamo giustizia. Vogliamo che, quanto prima, i responsabili paghino per quello che hanno fatto».
Il nuovo appuntamento in aula è dunque fissato per il 13 gennaio 2027, ma prima sarà decisivo il pronunciamento della Corte d’Appello sulla posizione di Fabio Cagnazzo. Un passaggio destinato a incidere sul futuro del processo per uno degli omicidi che più hanno segnato la storia recente del Cilento.












