In relazione alla sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Vallo della Lucania nell’ambito del procedimento riguardante il sistema fognario e depurativo del Comune di Camerota, il Sindaco Mario Salvatore Scarpitta, d’intesa con il proprio difensore, rende la seguente dichiarazione.
«Accolgo questa decisione con profondo rispetto per l’Autorità Giudiziaria, ma con altrettanta convinzione ribadisco la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. Attenderemo il deposito delle motivazioni per comprenderne integralmente il percorso argomentativo e proporremo immediatamente appello, con la serenità di chi sa di aver sempre agito esclusivamente nell’interesse della comunità di Camerota.
Sono convinto che il giudizio di secondo grado consentirà di fare piena luce su aspetti che, a mio avviso, non hanno trovato adeguata considerazione nel primo grado di giudizio.»
Il procedimento riguarda una situazione risalente ad anni in cui il sistema depurativo comunale presentava criticità strutturali ormai note e stratificatesi nel tempo, ben antecedenti all’attuale amministrazione.
È opportuno ricordare che gli accertamenti richiamati nel procedimento traggono origine da verifiche effettuate negli anni 2015 e 2016 e che, pochi giorni dopo il mio insediamento nel 2017, quando assumevo per la prima volta la carica di Sindaco, mi venne notificato un avviso di garanzia nell’ambito dell’indagine avviata dalla Guardia Costiera e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Mi trovavo ad amministrare il Comune da pochissimi giorni e non avevo ancora avuto la possibilità di conoscere nel dettaglio lo stato del sistema fognario e depurativo comunale, né tantomeno di intervenire su criticità che si erano accumulate nel corso di molti anni.
È altresì opportuno ricordare che le condotte sottomarine oggetto del procedimento furono realizzate oltre cinquant’anni fa e certamente non dall’attuale amministrazione comunale. Al contrario, proprio l’Amministrazione da me guidata ha avviato e portato a compimento il più importante programma di risanamento ambientale mai realizzato sul territorio comunale.
Grazie al lavoro svolto in sinergia con la Provincia di Salerno e con gli enti competenti, sono stati recuperati finanziamenti fondamentali che hanno consentito non soltanto di realizzare i due depuratori inizialmente previsti, ma addirittura tre impianti di depurazione moderni ed efficienti, restituendo finalmente al territorio infrastrutture adeguate dopo anni di ritardi.
Oggi Camerota dispone di un sistema depurativo pienamente funzionante, può vantare acque di elevata qualità, il riconoscimento della Bandiera Blu e rappresenta un modello di attenzione verso la tutela ambientale e la valorizzazione del proprio patrimonio naturalistico.
L’istruttoria dibattimentale ha inoltre chiarito un ulteriore elemento di rilievo: fino all’entrata in funzione dei nuovi depuratori, i reflui oggetto della contestazione erano esclusivamente reflui civili urbani, senza la presenza di scarichi industriali o sostanze pericolose o tossiche. Circostanza che, secondo la difesa, contribuisce a definire con maggiore precisione il reale contesto fattuale oggetto del procedimento.
L’avvocato Marco Sansone, difensore del Sindaco Scarpitta, dichiara: «Leggeremo con estrema attenzione le motivazioni della sentenza, dalle quali comprenderemo le ragioni della decisione adottata. Riteniamo tuttavia che il processo abbia fatto emergere numerosi elementi che confermano la sostanziale estraneità del Sindaco rispetto alle contestazioni formulate. Confidiamo che il giudizio d’appello possa offrire una lettura completa della vicenda, valorizzando il contesto storico nel quale essa si è sviluppata, il momento in cui il Sindaco ha assunto le proprie funzioni e, soprattutto, l’imponente attività amministrativa successivamente posta in essere per risolvere definitivamente problematiche risalenti nel tempo».
«L’esercizio di funzioni pubbliche comporta inevitabilmente l’assunzione di responsabilità e, talvolta, l’obbligo di difendersi anche rispetto a vicende rispetto alle quali si è sostanzialmente estranei. È un rischio che chi amministra conosce e affronta con senso delle istituzioni. Siamo certi che il prosieguo del giudizio consentirà di ristabilire pienamente i fatti e le rispettive responsabilità – continua Scarpitta -. Continuerò nel frattempo a svolgere con serenità e determinazione il lavoro quotidiano al servizio della comunità, nella consapevolezza che la tutela dell’ambiente rappresenta oggi uno dei risultati più significativi conseguiti in questi anni di governo del territorio. Perché, alla fine, la verità trova sempre la sua strada» chiosa Scarpitta.












