La comunità di Sapri si è stretta ieri sera, giovedì 27 agosto, nel ricordo di Ferruccio Policicchio, storico e ferroviere scomparso una settimana fa. La chiesa di San Giovanni, gremita in ogni ordine di posto, ha ospitato una messa in suffragio promossa da un gruppo di amici sapresi che ha voluto rendere omaggio a una figura profondamente legata alla città e al suo tessuto sociale e culturale.
La celebrazione è stata officiata dal parroco, don Raffaele Brusco, che nell’omelia ha tracciato un ricordo toccante di Policicchio, soffermandosi sia sulla sua esperienza professionale sia sulla sua intensa attività di ricerca storica.
Originario di San Pietro di Amantea, in provincia di Cosenza, Policicchio aveva legato gran parte della propria vita lavorativa al Deposito Personale Viaggiante di Sapri, città nella quale aveva concluso la carriera ferroviaria con la qualifica di capotreno.
Accanto al lavoro, aveva coltivato per tutta la vita una profonda passione per la storia, trasformandola in un’attività di ricerca rigorosa che nel corso degli anni lo aveva portato a diventare un punto di riferimento anche oltre l’ambito locale. I suoi studi sul Decennio francese e sull’impresa dei Mille di Giuseppe Garibaldi sono confluiti in numerose pubblicazioni, apprezzate per il valore scientifico e per l’accuratezza delle ricerche.
Nel suo percorso culturale aveva mantenuto sempre saldo il legame con le proprie origini calabresi, dividendosi tra la Calabria e la Campania, terra nella quale aveva trovato una seconda casa e alla quale aveva dedicato una parte significativa del proprio impegno.
Alla ricerca storica aveva inoltre affiancato una costante attenzione alla vita sociale e culturale della comunità. In passato aveva ricoperto l’incarico di responsabile della cultura nella dirigenza del Dopolavoro ferroviario di Sapri, contribuendo alle attività dell’associazione e alla promozione di iniziative culturali.
Alla celebrazione hanno partecipato numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, insieme a molti cittadini e amici che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia.
Tra i presenti, in prima fila accanto ai promotori della messa, il professor Alfonso Conte dell’Università di Salerno, che ha ricordato il rigore, la serietà e il valore del lavoro di ricerca svolto da Policicchio, e il dirigente scolastico dell’IIS “Leonardo da Vinci”, Corrado Limongi.
Particolarmente intenso il momento dedicato al mondo ferroviario, al quale Policicchio aveva dedicato una parte importante della propria vita. Una nutrita rappresentanza di colleghi ed ex colleghi ha partecipato alla cerimonia. A dare voce a questo legame è stato Antonio Molinaro, ex dirigente delle Ferrovie in pensione e grande amico dello storico scomparso, che ha letto una lettera ricordo.












