La morte di Alessandro Panariello, il giovane operaio di 22 anni rimasto vittima di un incidente sul lavoro a Scafati il 17 maggio 2024, potrebbe portare cinque persone davanti a un giudice. La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, della gestione e della sicurezza del cantiere nel quale si verificò la tragedia.
Il giovane perse la vita durante alcuni interventi di rifacimento di uno stabile in via Melchiade, quando una lastra d’acciaio precipitata dall’alto lo colpì violentemente alla gola. L’impatto provocò una ferita mortale, lasciando al ragazzo pochissime possibilità di sopravvivenza.
La vicenda giudiziaria si avvicina ora a un passaggio decisivo. L’udienza preliminare è prevista per dicembre, quando il giudice sarà chiamato a valutare la richiesta formulata dalla Procura e a stabilire se gli indagati debbano affrontare un processo.
La ricostruzione dell’incidente nel cantiere di Scafati
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Alessandro Panariello era impegnato in un’operazione di sollevamento di alcune lastre d’acciaio attraverso un sistema di carrucole. Il 22enne stava tirando la fune utilizzata per movimentare il materiale quando, improvvisamente, il carico si sarebbe sganciato.
Una delle lastre precipitò, investendo il giovane e provocandogli una gravissima lesione alla gola. Le conseguenze furono fatali e il decesso avvenne quasi immediatamente.
Sul luogo dell’incidente intervennero i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, affiancati dai militari della Tenenza di Scafati. Gli investigatori avviarono gli accertamenti necessari per ricostruire le modalità dell’accaduto e verificare le condizioni nelle quali si svolgevano le attività lavorative.
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle procedure adottate per la movimentazione dei materiali e sugli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa per la prevenzione degli infortuni nei cantieri.
Le contestazioni della Procura e la posizione dei cinque indagati
La richiesta di rinvio a giudizio riguarda cinque persone, individuate tra i titolari e i responsabili delle due imprese coinvolte nei lavori, il coordinatore della sicurezza del cantiere e l’amministratore del condominio, quest’ultimo nella qualità di committente tenuto agli obblighi di vigilanza.
Oltre all’ipotesi di omicidio colposo, la Procura contesta presunte violazioni delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 81 del 2008, il Testo unico che disciplina la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Tra gli elementi confluiti nell’inchiesta figura anche la posizione lavorativa della vittima. Secondo quanto riportato nella denuncia, Panariello svolgeva mansioni di operaio e collaborava con una delle imprese già da diversi anni.
Agli atti sarebbero stati acquisiti alcuni messaggi nei quali il giovane avrebbe manifestato ai propri familiari il disagio legato alla mancata regolarizzazione del rapporto di lavoro. Si tratta di circostanze entrate nel quadro degli accertamenti condotti dagli investigatori.
Il prossimo passaggio sarà dunque quello davanti al giudice dell’udienza preliminare, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Procura di Nocera Inferiore.
La decisione stabilirà se le cinque persone coinvolte dovranno essere processate per le responsabilità ipotizzate dagli inquirenti. Fino a un eventuale accertamento definitivo, resta ferma la presunzione di innocenza.







