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Versamento Iva, funzionario Agenzia delle Entrate di Sala Consilina condannato

di Pasquale Sorrentino

La Corte dei Conti ha condannato il funzionario istruttore dell’Agenzia delle Entrate di Sala Consilina e assolto un dipendente, per il recupero del mancato versamento di Iva per affari inerenti agli acquisti di autoveicoli. Il responsabile dovrà restituire oltre mezzo milione di euro, l’impiegato difeso dagli avvocati Sergio Perongini e Franco di Paola è stato scagionato. Al funzionario, originario di Vibonati, è stato contestato di aver consentito di immatricolare un numero consistente di autoveicoli, da destinare alla vendita, prima del corretto assolvimento degli obblighi d’imposta, attraverso una procedura informatica, denominata “sblocco di telaio”, idonea a correggere le limitazioni imposte dal programma informatico in presenza di versamenti tributari che risultavano insufficienti secondo la normativa applicabile. Si consentiva l’immatricolazione di 156 autoveicoli per i quali era stata pagata in Italia una somma esigua a titolo di Iva, nel presupposto che la restante parte sarebbe stata assolta nel Paese di provenienza del veicolo. La vicenda originava da una segnalazione pervenuta alla Procura dalla stessa Agenzia delle Entrate nel 2017 e nella parte penale sono sette le persone rinviate a giudizio (per peculato e truffa). La Corte dei Conti ha condannato il responsabile dell’ufficio a pagare all’Agenzia delle Entrate 578.474 euro, assolto il dipendente in quanto è stata accolta la tesi che lo sblocco di telaio è di competenza esclusiva del direttore dell’Ufficio.

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