Cilento da Scoprire: Cannicchio

Fin dal ‘994, si trova una citazione che attesta l’esistenza dell’abitato ma non si riscontrano notizie certe circa l’origine del nome. Tuttavia, si è ipotizzata una etimologia legata al genere toponomastico dei fitonimi, considerato che, a primo impatto, il nome può suscitare un accostamento alla presenza di questa specie arborea. È noto come nel passato molti toponimi traevano origine da particolarità del territorio e nell’intero Cilento non mancano esempi, come Finocchito e Melito. Anche altrove, toponimi locali, derivano da questa specie arborea, come per esempio Canneto. Ciò nonostante, rimane incerta la giusta derivazione, tenendo presente che negli atti più antichi, il borgo era noto come “Sancto Primo de Canniclo” non lasciando molto spazio ad una giusta interpretazione.
È invece ben certa, la predominanza del piccolo borgo rispetto alla più nota Acciaroli, anticamente approdo naturale di Cannicchio, da cui dipendeva. Ne è testimone la presenza di numerose citazioni in diversi atti dei secoli passati.
Caratteristica è la struttura urbanistica, non tanto per le singole architetture, quanto per l’ubicazione che segue il crinale della collina, arroccandosi in modo naturale, senza dubbio a scopo difensivo.
Diversi gli angoli del territorio da riscoprire. In paese si possono ammirare palazzi gentilizi, costruiti in epoche diverse, i quali ben si inseriscono nella struttura urbanistica, insieme alla chiesa parrocchiale dedicata a San Martino.
All’estremità del paese, invece, sorge la cappella di San Rocco, edificata sul finire del 1500, come accadde anche altrove, quando ci si affidava al santo di Montpellier  per sfuggire alla peste; spesso l’edificazione della cappella in memoria di San Rocco, corrispondeva al luogo in cui ogni paese seppelliva le persone decedute in seguito al contagio della peste.
Da ammirare è anche la cappella della Madonna del Soccorso, sorta pressappoco nello stesso periodo, laddove secondo la leggenda, la Madonna apparve.

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