Una cilentana “DOC” , la capra!

di Giuseppe Conte

Anche il Cilento ha la sua razza caprina, ancora oggi presente e diffusa nel territorio.
Tuttavia, incerta è la sua origine, ma con certezza si sa, che da tempi lontani ha caratterizzato l’allevamento caprino un pò in tutta la provincia.

A grandi linee, viene allevata in tutto il perimetro dell’odierno Cilento, spingendosi anche nelle restanti zone della provincia di Salerno e nei territori confinanti di altre regioni.
L’animale, suddiviso in tre tipologie: “Nera”, “Fulva” e “Grigia”, tutte di media taglia, viene allevato soprattutto nella fascia collinare ed ognuna di esse, trova il suo habitat ideale ad una differente altitudine.

In alta collina o nelle montagne, dove i pascoli sono meno produttivi e di più difficile accesso, ben si adatta la “Cilentana Nera”; alle altimetrie inferiori, date da media e bassa collina, ove l’ambiente risulta più dolce e ove i pascoli sono rigogliosi e accessibili, più diffuse sono la “Cilentana Fulva” e la “Cilentana Grigia”.
 
La differenziazione degli allevamenti, tuttavia, non è in maniera rigida posta al caso, ma è la conseguenza di una più antica ripartizione, dettata, special modo in passato, da ragioni produttive ed economiche.
Le zone più impervie, nei tempi passati, è noto che dovevano comunque essere sfruttati per soddisfare le proprie esigenze di vita; quest’ultimi venivano adoperati maggiormente per allevare animali che potessero rendere le loro carni; e la Cilentana Nera, si prestava a questo tipo di consumo.

La Fulva e la Grigia, invece, rendevano meglio nella produzione del latte, da cui si ricavano, oggi come ieri, ottimi prodotti caseari, tra cui la rinomata “cacioricotta cilentana”.

 

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