Essenziale, identitaria, apparentemente semplice ma tecnica come poche: la cacio e pepe è uno dei simboli della cucina capitolina. Nata dalla tradizione pastorale dell’Agro Romano, dove pecorino stagionato e pepe nero erano ingredienti facili da conservare e trasportare, oggi è un banco di prova per chef e appassionati. Il formato di pasta tipico? I tonnarelli, spaghi alla chitarra ruvidi e spessi, perfetti per trattenere la crema.
La ricetta tradizionale (per 4 persone)
Ingredienti
- 400 g di tonnarelli (o spaghetti alla chitarra)
- 200 g di pecorino romano DOP, finemente grattugiato
- Pepe nero in grani, tostato e macinato fresco
- Sale grosso q.b.
Procedimento
- Tostare il pepe. Schiacciate grossolanamente i grani e tostateli a secco in una padella ampia per 1 minuto, finché sprigionano aroma.
- Cuocere la pasta. Lessate i tonnarelli in acqua salata (poco: il pecorino è già sapido).
- La crema, senza grumi. Prelevate un mestolo di acqua di cottura e lasciatela intiepidire. Mescolatela al pecorino fino a ottenere una crema liscia e densa (l’acqua troppo bollente “straccia” il formaggio).
- Mantecare. Scolate la pasta molto al dente nella padella con il pepe, aggiungete un altro mestolo di acqua di cottura e saltate. Togliete dal fuoco, unite la crema di pecorino e mescolate energicamente, regolando con poca acqua di cottura fino a ottenere una salsa avvolgente.
- Servire subito, con un’ultima macinata di pepe.
Il segreto è l’equilibrio tra temperatura e amido: l’acqua di cottura, ricca di amido, emulsiona con il grasso del pecorino creando la celebre “cremina” senza panna né burro.
La variante: cacio e pepe al limone e menta
Una rilettura fresca, che alleggerisce e profuma il piatto senza tradirne l’anima.
Ingredienti aggiuntivi
- Scorza grattugiata di 1 limone non trattato (solo la parte gialla)
- 6–8 foglie di menta romana, tritate finissime
Come si fa
- Seguite la ricetta base.
- Unite la scorza di limone alla crema di pecorino (pochissima, deve solo profumare).
- Aggiungete la menta tritata alla fine, fuori dal fuoco, per preservarne l’aroma.
Il risultato è una cacio e pepe più brillante e primaverile, con una nota agrumata che pulisce il palato e valorizza la sapidità del pecorino.











