Prende il via oggi, 9 marzo, un’importante tappa del percorso di internazionalizzazione dell’Istituto Comprensivo Picentia con l’arrivo della delegazione europea per il progetto EduZone – “Inclusive communication for all”.
Il progetto, inserito nel programma Erasmus+ (KA220-SCH), vede la collaborazione di cinque nazioni — Romania (coordinatore), Portogallo, Italia, Germania e Spagna — impegnate per i prossimi due anni nella “costruzione di una scuola senza barriere comunicative”.
«L’accoglienza di questa delegazione rappresenta un momento di arricchiimento straordinario per la nostra comunità – commenta la dirigente scolastica Ginevra de Majo – EduZone non è un mero progetto per l’inclusione, ma un impegno concreto per agevolare la comunicazione in tutte le sue forme e le sue possibili modalità, in particolare per coloro che non possiedono il linguaggio verbale. D’altra parte, l’Italia – prosegue la dirigente- rappresenta un esempio consolidato di inclusione scolastica cui molti paesi guardano con grande interesse. Le mobilità sono un’occasione importante per condividere e trasformare le buone pratiche internazionali in strumenti quotidiani per tutti i partner e per tutti gli alunni, non solo per coloro che hanno bisogni educativi speciali».
Obiettivi
Al centro di EduZone c’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), intesa come strumento fondamentale per garantire il diritto all’espressione e all’apprendimento di ogni studente. Durante il biennio (settembre 2025 – agosto 2027), i partner lavoreranno alla creazione di:
- un curriculum inclusivo d’avanguardia per le scuole partecipanti, fondato sulla CAA;
- una piattaforma digitale interattiva dedicata a studenti e docenti;
- percorsi di formazione specifica per insegnanti e famiglie.
L’incontro di oggi segna l’inizio di una settimana di workshop e scambi metodologici che consolideranno la rete europea di inclusione scolastica.
L’I.C. Picentia ha investito, a partire dall’anno scolastico 2024/2025, con decisione nell’internazionalizzazione attraverso ben cinque progetti ERASMUS+ che coinvolgono Turchia, Portogallo, Polonia, Grecia, Spagna, Romania, Macedonia del nord e Francia.
L’Istituto è diventato, inoltre, un hub di scambi sulle buone prassi, e ha accolto docenti da Malta e dalla Slovacchia nell’ambito di un progetto di job shadowing, ovvero di osservazione delle nostre pratiche didattiche. «Grazie a queste sinergie internazionali, sostenute da fondi europei – conclude la dirigente scolastica – offriamo ad alunni, famiglie e docenti l’opportunità di aprirsi alla dimensione internazionale della cittadinanza, aprendo i loro orizzonti culturali e facendone alfieri di un mondo futuro e fondato sui valori dell’intercultura dell’accoglienza e della pace».











