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19 Marzo 2026
19 Marzo 2026

Primavera nel Cilento sotterraneo: le tre grotte tra natura, storia e meraviglia

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Primavera nel Cilento sotterraneo: le tre grotte tra natura, storia e meraviglia

Con l’arrivo della primavera tornano ad animarsi alcuni dei luoghi più affascinanti del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: le sue grotte. Veri e propri scrigni naturali, scavati dall’acqua e dal tempo nel cuore delle montagne calcaree del territorio, rappresentano uno dei patrimoni geologici più importanti del Sud Italia. Tra stalattiti, stalagmiti, fiumi sotterranei e canyon ricchi di vegetazione, il Cilento custodisce un mondo nascosto che ogni anno richiama visitatori, escursionisti e studiosi. In questo periodo di inizio stagione turistica riaprono o riprendono le attività di visita alcuni dei principali complessi carsici del Parco: dalle Grotte del Bussento di Morigerati alle Grotte di Castelcivita, fino alle celebri Grotte di Pertosa-Auletta. Tre luoghi diversi ma legati da un unico filo: raccontare il volto più misterioso e spettacolare del Cilento.

A riaprire al pubblico per la nuova stagione c’è l’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati. Dopo un periodo di chiusura e alcuni interventi di manutenzione lungo i percorsi, l’area è tornata visitabile da domenica 8 marzo, con sentieri sistemati e ponti rinnovati lungo il cammino naturalistico. L’oasi si estende per circa 607 ettari all’interno del Parco nazionale ed è uno dei geositi più rilevanti del territorio per il fenomeno carsico. Il percorso di visita parte dal borgo medievale di Morigerati e attraversa un canyon ricco di vegetazione, tra ruscelli, cascate e un antico mulino ad acqua, fino alla grotta dove riemerge il fiume Bussento dopo un lungo tratto sotterraneo.

Tra le cavità più spettacolari del Cilento figurano le Grotte di Castelcivita, uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale, con quasi cinque chilometri di sviluppo tra gallerie e sale naturali. Situate tra le rive del fiume Calore e i versanti dei Monti Alburni, queste grotte offrono percorsi di visita adatti a diversi livelli: un itinerario turistico accessibile a tutti e percorsi speleologici più impegnativi per gli appassionati. L’interno delle cavità rivela un paesaggio suggestivo di stalattiti, stalagmiti e ampie “sale” modellate dall’erosione carsica nel corso di millenni.

Hanno riaperto già da un mese, come di consueto nel giorno di San Valerntino, le Grotte di Pertosa-Auletta, un sistema carsico che si sviluppa per circa tre chilometri sotto il massiccio degli Alburni. Questo sito presenta due caratteristiche uniche: è l’unica grotta visitabile in Italia dove si può navigare un fiume sotterraneo, il Negro; conserva le tracce di un antico villaggio palafitticolo del II millennio a.C., testimonianza della presenza umana nella preistoria. La visita spesso inizia con un breve tratto in barca sul fiume sotterraneo, per poi proseguire tra gallerie, stalattiti e grandi sale naturali che raccontano milioni di anni di storia geologica. Da non perdere la visita al Museo MIdA, dedicato a speleologia e archeologia con un’esposizione unica al mondo che racconta del passato delle Grotte di Pertosa-Auletta, quando la cavità ospitava un abitato su palafitta ed era ritenuta un luogo sacro.

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