Negli anni in cui la sua voce iniziava a diventare simbolo della musica d’autore italiana, Gino Paoli fece tappa anche nel Cilento, lasciando un segno in una stagione irripetibile per la vita notturna di Agropoli.
Prima di diventare uno dei cantautori più influenti del panorama nazionale, autore di brani entrati nella storia come Il cielo in una stanza, Sapore di sale e Senza fine, Paoli era già protagonista di una scena musicale in fermento. Nato a Monfalcone nel 1934 ma cresciuto a Genova, città che ne ha profondamente segnato l’identità artistica, mosse i primi passi tra i locali e i club insieme ad altri grandi nomi come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Umberto Bindi.
Il successo arrivò nei primi anni Sessanta, grazie anche all’interpretazione di Mina che trasformò Il cielo in una stanza in un trionfo nazionale. Da quel momento, la carriera di Paoli fu un susseguirsi di grandi successi, momenti difficili e rinascite artistiche, fino al ritorno sulla scena negli anni Ottanta e alla consacrazione definitiva come uno dei padri della canzone d’autore italiana.
Le notti di Agropoli e l’arrivo di Paoli
Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, Agropoli viveva una vera e propria età d’oro. La cittadina cilentana stava trasformandosi in un polo turistico sempre più attrattivo, grazie alla nascita di alberghi, locali e night club capaci di richiamare pubblico da tutta la Campania.
In questo contesto, anche Gino Paoli fu tra gli artisti che si esibirono nel territorio. La sua presenza è legata in particolare alla Taverna dei Monaci, locale situato nella zona di Trentova, noto per l’atmosfera intima e per una proposta musicale di qualità. Qui, tra piatti tipici e spettacoli dal vivo, si alternavano artisti di primo piano della musica italiana e internazionale.
Paoli salì su quel palco in un periodo in cui il locale rappresentava uno dei punti di riferimento della movida cilentana, frequentato da giovani e appassionati provenienti da tutta la regione. Non era un caso isolato: nello stesso circuito si esibivano nomi come Fred Bongusto, Lucio Dalla e altri protagonisti della scena musicale dell’epoca.
Un Cilento protagonista della musica italiana
Quella stagione racconta molto più di una semplice esibizione. Il passaggio di artisti come Gino Paoli testimonia come il Cilento, e Agropoli in particolare, fossero al centro di un movimento culturale e musicale vivace, capace di attrarre grandi nomi e di offrire spazi all’altezza delle principali piazze italiane.
Locali come l’U’Saracino, Il Carrubo e la stessa Taverna dei Monaci rappresentavano luoghi di incontro, sperimentazione e intrattenimento, contribuendo a costruire un’identità turistica moderna e dinamica per il territorio.
Il ricordo di un artista senza tempo
La scomparsa di Gino Paoli, avvenuta il 24 marzo 2026 all’età di 91 anni, riporta alla memoria anche queste pagine meno raccontate della sua carriera.
Non solo Genova, Sanremo o i grandi teatri: anche il Cilento ha incrociato il cammino di uno dei più grandi cantautori italiani, in un’epoca in cui la musica si viveva dal vivo, nei locali, a stretto contatto con il pubblico.
Un frammento di storia che oggi torna attuale, ricordando come anche ad Agropoli, tra le colline di Trentova, sia passata la voce inconfondibile di Gino Paoli.
(Foto di Ernesto Apicella)











