La Regione Campania ha disposto la chiusura definitiva delle Fonderie Pisano, la fabbrica di tombini, chiusini e caditoie situata alla periferia sud-est di Salerno, accusata di aver contaminato l’ambiente e di aver provocato gravi problemi di salute agli abitanti della zona, tra cui tumori e altre patologie.
Il provvedimento arriva con la revoca dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) allo stabilimento, che non si è adeguato alle migliori tecnologie disponibili per rispettare i limiti di emissioni previsti dall’Unione Europea. L’azienda è stata inoltre obbligata a presentare entro 60 giorni un piano di dismissione e ripristino ambientale dell’area.
La decisione segue un procedimento tecnico e giuridico rigoroso, che ha valutato a fondo le criticità ambientali e sanitarie dello stabilimento. Per la senatrice del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti, da anni vicina ai cittadini e ai comitati locali, «questa decisione è coerente con quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute pubblica».
Bilotti ha sottolineato anche l’attenzione necessaria verso lavoratori e lavoratrici, assicurando il suo impegno a sostegno delle famiglie in questa fase delicata. Allo stesso modo, Virginia Villani, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle di Salerno, ha definito la chiusura «una vittoria della legalità e del buon senso», evidenziando il ruolo del Movimento nella denuncia della situazione e nel garantire il rispetto delle norme ambientali.
Con la firma del decreto, si chiude un capitolo lungo anni per la Valle dell’Irno e Salerno, segnato da criticità ambientali. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime fasi, fondamentali per avviare rapidamente la bonifica dell’area e garantire un futuro lavorativo agli operai, assicurando che a pagare siano solo i responsabili del disastro e non la comunità locale.











