Non ce l’ha fatta P.N., il 36enne di origine indiana ricoverato dal 10 aprile all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’uomo, trovato in condizioni gravissime proprio all’ingresso del pronto soccorso, è deceduto nel pomeriggio di ieri dopo giorni di ricovero in condizioni critiche.
Le condizioni cliniche e il decesso
Fin dal momento del ricovero, il quadro sanitario era apparso estremamente compromesso. I medici hanno tentato per quasi due settimane di stabilizzarlo, ma senza successo. A risultare fatale è stata una grave infezione settica all’addome, che ha progressivamente compromesso le funzionalità epatiche. Una battaglia definita “strenua” dagli stessi sanitari, che però non è bastata a salvare il 36enne.
Il ritrovamento e i punti ancora oscuri
La vicenda risale al pomeriggio del 10 aprile, quando l’uomo fu lasciato davanti alla struttura ospedaliera salernitana in condizioni disperate. Restano numerosi gli interrogativi: chi lo ha condotto fin lì e in quali circostanze? Soprattutto, non è ancora chiaro dove siano state riportate le lesioni interne che hanno poi provocato la sepsi. Elementi che ora, alla luce del decesso, assumono un peso ancora maggiore nelle indagini.
Il caso all’attenzione della politica
La vicenda ha già superato i confini locali, arrivando fino al Parlamento. Nei giorni scorsi sono state presentate interrogazioni per chiarire quanto accaduto, con il sospetto che possano emergere situazioni di sfruttamento o ritardi nei soccorsi. Dopo la morte di P.N., cresce la richiesta di fare piena luce sull’accaduto: l’obiettivo degli inquirenti resta quello di individuare i responsabili dell’abbandono e ricostruire il contesto in cui si è consumata la tragedia.












