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7 Maggio 2026
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Zecche, un rischio in aumento con il caldo: cosa sono, perché sono pericolose e come difendersi

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Zecche, un rischio in aumento con il caldo: cosa sono, perché sono pericolose e come difendersi

Con l’arrivo della stagione calda cresce anche l’attività delle zecche, piccoli parassiti appartenenti agli aracnidi che si nutrono di sangue di animali e, occasionalmente, dell’uomo. Nonostante le dimensioni ridotte, possono rappresentare un problema sanitario rilevante perché potenziali vettori di alcune infezioni, tra cui la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca.

Le zecche vivono soprattutto in ambienti naturali come boschi, prati alti, aree rurali e zone umide. Si annidano sull’erba e sugli arbusti e si attaccano agli animali o alle persone che vi passano vicino. Il rischio di puntura aumenta durante escursioni, attività all’aperto, campeggi o semplici passeggiate in aree verdi.

Le malattie trasmesse: attenzione a Lyme e TBE

Tra le patologie più note trasmesse dalle zecche c’è la Lyme disease, causata dal batterio Borrelia burgdorferi. I sintomi iniziali possono includere febbre, stanchezza e soprattutto un caratteristico eritema cutaneo a “bersaglio” nel punto della puntura. Se non trattata, può interessare articolazioni, sistema nervoso e cuore.

Un’altra infezione meno frequente ma potenzialmente grave è l’encefalite da zecca, o Tick-borne encephalitis (TBE), una malattia virale che può colpire il sistema nervoso centrale. In alcune aree dell’Europa centrale e orientale è considerata endemica e per questo è disponibile anche la vaccinazione.

Come proteggersi: le regole fondamentali

Gli esperti di sanità pubblica raccomandano una serie di comportamenti preventivi semplici ma efficaci:

  • Indossare abiti chiari, con maniche lunghe e pantaloni infilati nei calzini durante le escursioni in natura
  • Utilizzare repellenti specifici per insetti e aracnidi
  • Evitare di camminare nell’erba alta o tra cespugli non curati
  • Controllare accuratamente corpo, vestiti e animali domestici al rientro da zone verdi

La prevenzione è considerata lo strumento più efficace, poiché non esiste un vaccino contro la malattia di Lyme e la protezione farmacologica riguarda solo alcune forme di encefalite da zecca.

Cosa fare in caso di puntura

Se si individua una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile. Le indicazioni mediche sono chiare: utilizzare una pinzetta sottile, afferrare il parassita il più vicino possibile alla pelle e tirare delicatamente senza schiacciarlo. È fondamentale evitare rimedi “fai da te” come olio, alcool o calore, che possono aumentare il rischio di trasmissione di agenti patogeni.

Dopo la rimozione, la zona va disinfettata e monitorata nei giorni successivi. In caso di comparsa di arrossamenti, febbre o sintomi sospetti, è consigliabile consultare un medico.

Un fenomeno in espansione

Secondo gli specialisti, la diffusione delle zecche è favorita anche dai cambiamenti climatici, che stanno ampliando le aree in cui questi parassiti possono sopravvivere. Per questo motivo, la sorveglianza sanitaria e l’informazione al pubblico restano strumenti fondamentali.

La raccomandazione degli esperti è chiara: non allarmarsi, ma conoscere il rischio e adottare comportamenti corretti. Una corretta prevenzione, nella maggior parte dei casi, è sufficiente a ridurre in modo significativo le possibilità di infezione.

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