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23 Luglio 2026
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Giornalista ucciso: l’ultimo accesso WhatsApp prima dell’omicidio, poi il telefono scompare

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Giornalista ucciso: l’ultimo accesso WhatsApp prima dell’omicidio, poi il telefono scompare

È il cellulare di Luigi “Luca” Esposito uno degli elementi sui quali si concentra maggiormente l’attenzione degli investigatori impegnati a fare luce sull’omicidio del giornalista sportivo 53enne di Nocera Inferiore, trovato carbonizzato nella notte tra il 18 e il 19 luglio in contrada Bivio Cioffi, a Eboli.

Un dispositivo che potrebbe custodire informazioni decisive sugli ultimi contatti della vittima e, soprattutto, sull’appuntamento che potrebbe averlo condotto nel luogo in cui è stato poi ucciso. Del telefono, infatti, non sarebbe stata trovata traccia né all’interno della Lancia Y bianca di Esposito né nelle immediate vicinanze del corpo.

Secondo quanto emerso finora, il giornalista possedeva più dispositivi, ma la sera dell’omicidio avrebbe portato con sé soltanto il cellulare principale. Un particolare importante riguarda l’attività su WhatsApp: l’ultimo accesso risalirebbe alla tarda serata del 18 luglio, in una fascia oraria collocata, secondo le diverse ricostruzioni, tra le 22:30 e le 22:47.

Da quel momento nessuna ulteriore attività. Il numero, tuttavia, avrebbe continuato a risultare raggiungibile: le chiamate sarebbero andate a vuoto fino alle 10:30 circa del mattino successivo. Poi del telefono si sarebbero perse completamente le tracce.

È proprio su questo intervallo temporale che potrebbero concentrarsi gli accertamenti. Gli investigatori puntano a ricostruire contatti, messaggi e comunicazioni avvenuti nelle ore precedenti alla morte di Esposito, alla ricerca di un eventuale appuntamento o di elementi capaci di dare un nome alla persona che sarebbe stata con lui quella sera.

Le immagini delle telecamere acquisite durante le indagini avrebbero infatti mostrato la presenza di un altro uomo a bordo dell’auto del giornalista. La Lancia Y avrebbe effettuato diversi movimenti nella zona prima di fermarsi. Resta da stabilire chi fosse quella persona e quale ruolo abbia avuto nella vicenda: potrebbe trattarsi di un testimone fondamentale oppure di qualcuno direttamente coinvolto nell’omicidio.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che il cellulare sia stato sottratto proprio per cancellare una possibile traccia investigativa. Non viene escluso che possa essere stato spento e portato via oppure abbandonato nei canali presenti nell’area.

Intanto l’autopsia ha confermato la violenza subita dal 53enne: numerose e gravissime fratture sono state riscontrate al volto e in diverse parti del corpo, mentre non sarebbero emersi elementi compatibili con un colpo d’arma da fuoco. Restano ancora da chiarire la causa esatta della morte e, soprattutto, se Esposito fosse già morto oppure ancora vivo quando il suo corpo è stato dato alle fiamme.

Per queste risposte saranno necessari gli ulteriori esami istologici, tossicologici e genetici. Ma, parallelamente agli accertamenti medico-legali, è il telefono scomparso a rappresentare uno dei principali enigmi dell’inchiesta: recuperarlo, o ricostruirne integralmente l’attività nelle ultime ore, potrebbe consentire agli investigatori di arrivare agli ultimi contatti di Luca Esposito e forse alla persona con cui aveva trascorso i suoi ultimi momenti.

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