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24 Luglio 2026
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Giornalista ucciso, era vivo quando lo hanno bruciato: trovate tracce di fumo nei polmoni

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Giornalista ucciso, era vivo quando lo hanno bruciato: trovate tracce di fumo nei polmoni

Luigi “Luca” Esposito respirava ancora quando il suo corpo è stato dato alle fiamme. È questo l’elemento più agghiacciante che emerge dagli accertamenti medico-legali eseguiti sul corpo del giornalista sportivo 53enne, ritrovato carbonizzato nelle campagne di Eboli. Nei polmoni della vittima sarebbero state infatti riscontrate tracce di fumo, un dato che indicherebbe che Esposito fosse ancora in vita nel momento in cui è divampato il rogo.

Un elemento destinato a cambiare il quadro di un delitto già caratterizzato da una violenza estrema. Esposito sarebbe stato prima brutalmente aggredito e successivamente cosparso di liquido infiammabile e incendiato. Resta da stabilire quale fosse il suo livello di coscienza in quei terribili istanti e quanto le lesioni riportate durante il pestaggio avessero già compromesso le sue condizioni.

L’autopsia, eseguita dal medico legale Giovanni Casaburi alla presenza del consulente della famiglia Giuseppe Raimo, aveva inizialmente lasciato aperto proprio il principale interrogativo: capire se il 53enne fosse morto prima dell’incendio oppure se fosse ancora vivo. Il ritrovamento di fumo nelle vie respiratorie rappresenterebbe ora un elemento determinante nella ricostruzione degli ultimi istanti della vittima.

Restano comunque fondamentali gli esami istologici e tossicologici, per i quali sono stati effettuati numerosi prelievi. I risultati completi potrebbero richiedere tra i 40 e i 60 giorni e serviranno anche a distinguere le lesioni provocate dall’aggressione da quelle eventualmente determinate dalle altissime temperature raggiunte durante la combustione.

Un altro punto sembra invece ormai chiarito: Esposito non sarebbe stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco. Sul corpo non sono stati individuati fori riconducibili a proiettili e già la Tac aveva escluso la presenza di residui metallici. Il giornalista sarebbe stato colpito a mani nude, con calci oppure utilizzando un corpo contundente, prima dell’incendio.

La salma resta sotto sequestro mentre proseguono le indagini dei carabinieri di Eboli, coordinate dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone. Ora l’inchiesta dovrà ricostruire non soltanto chi abbia ucciso Luigi “Luca” Esposito e perché, ma anche la sequenza esatta di una morte che appare ancora più feroce: quando il fuoco è stato appiccato, il 53enne respirava ancora.

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