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24 Agosto 2026
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Alex Fiorio, protagonista di un’epoca d’oro dei rally

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Alex Fiorio, protagonista di un’epoca d’oro dei rally

C’è un’intera stagione del rally italiano che porta anche il suo nome. Alessandro “Alex” Fiorio, scomparso il 17 agosto a 61 anni, è stato uno dei protagonisti della grande epopea della Lancia nei rally tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Nato a Torino il 10 marzo 1965, figlio di Cesare Fiorio, storico dirigente della Lancia e in seguito direttore sportivo della Ferrari in Formula 1, Alex seppe però costruire una propria identità sportiva, lontano dall’ombra ingombrante del padre.

La sua passione per la velocità arrivò presto. Dopo gli inizi nello sport e nello sci agonistico, un infortunio lo indirizzò definitivamente verso le quattro ruote. Nei primi anni Ottanta arrivarono le prime esperienze nei trofei monomarca e, nel 1986, l’esordio nel Mondiale Rally al Rally di Monte Carlo con una Fiat Uno Turbo. Al suo fianco, come navigatore, Luigi “Gigi” Pirollo, con il quale avrebbe condiviso gran parte della sua carriera.

Il primo grande risultato arrivò nel 1987, quando Fiorio conquistò il titolo mondiale Gruppo N al volante di una Lancia Delta HF 4WD. Fu il biglietto d’ingresso nell’élite del rallismo internazionale.

L’anno successivo arrivò la consacrazione. Al volante della Lancia Delta Integrale, Fiorio chiuse il campionato del mondo al terzo posto, alle spalle di Miki Biasion e Markku Alén. Quattro secondi posti, tra Monte Carlo, Portogallo, Olympus e Sanremo, insieme al terzo posto in Grecia, raccontano una stagione ai vertici.

Nel 1989 fece ancora meglio. Fiorio terminò il Mondiale al secondo posto, diventando vicecampione del mondo alle spalle del compagno di squadra Miki Biasion. Quella stagione lo vide ancora una volta sul podio in diverse occasioni e consolidò il suo posto tra i migliori piloti della sua generazione. In totale, nel Mondiale, arrivò dieci volte sul podio secondo il World Rally Championship.

La sua carriera non si esaurì però con gli anni della Lancia. Dopo aver continuato a gareggiare con diverse vetture e squadre, Fiorio rimase legato al mondo dei motori anche fuori dall’abitacolo. Nel 2000 ricoprì il ruolo di team manager della squadra Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale, contribuendo alla conquista del titolo costruttori. Successivamente fu team manager del BMW Cibiemme Team.

Negli anni successivi la sua vita si legò sempre più alla Puglia, dove si trasferì con la famiglia alla Masseria Camarda. Anche qui il rally rimase una parte importante della sua quotidianità. Insieme all’ex pilota Alex Bruschetta diede vita alla Rally University, attività attraverso la quale trasmise la propria esperienza alle nuove generazioni di piloti.

Da questa stessa passione nacque la Fiorio Cup, competizione che ha riunito giovani talenti e nomi affermati del rally. Un progetto che rappresentava forse il modo più concreto con cui Fiorio continuava a vivere il mondo delle corse: non soltanto ricordando il passato, ma mettendo la propria esperienza a disposizione di chi cercava di costruire il proprio futuro nello sport.

Alex Fiorio se n’è andato dopo una malattia, lasciando un ricordo che va oltre i risultati ottenuti sulle prove speciali. È stato un pilota capace di arrivare ai vertici del Mondiale, ma anche un uomo che, una volta terminata la carriera agonistica, ha continuato a coltivare e trasmettere quella stessa passione.

Per chi ha seguito l’epoca delle Lancia Delta, il suo nome resterà legato a quegli anni irripetibili. Per chi lo ha conosciuto negli anni più recenti, invece, resterà soprattutto la figura di un uomo che aveva scelto di continuare a vivere il rally, trasformando l’esperienza accumulata in una possibilità per altri.

(Foto da Ansa.it)

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