Una lite familiare degenerata in violenza finisce davanti a un giudice. Un uomo di 44 anni è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentato omicidio dopo aver ferito il figlio minorenne al culmine di una discussione.
L’episodio risale ai primi mesi dell’anno, quando il ragazzo, 17 anni, fu colpito con un’arma da taglio riportando una ferita al torace, con una prognosi di circa 20 giorni. Dopo l’accaduto, il giovane raggiunse autonomamente l’ospedale “Villa Malta”, accompagnato da un amico.
Inizialmente, durante le prime dichiarazioni, il minorenne aveva riferito di essere stato aggredito da uno sconosciuto. Solo in seguito, però, la ricostruzione dei fatti ha portato a far emergere una verità diversa: la ferita sarebbe stata provocata dal padre al termine di un acceso litigio.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri, tra padre e figlio ci sarebbe stata una colluttazione culminata nell’aggressione. L’uomo, nella sua versione, ha sostenuto di aver tentato di fermare il ragazzo e che il ferimento sarebbe avvenuto accidentalmente durante il tentativo di disarmarlo.
Una ricostruzione che però non ha convinto gli inquirenti. Gli elementi raccolti hanno portato prima alla richiesta di arresto e successivamente alla decisione del gip del tribunale di Nocera Inferiore di disporre il processo.
Il giovane, nelle ore precedenti all’episodio, era stato controllato dalle forze dell’ordine e trovato in possesso di hashish, un coltello e denaro: un dettaglio che potrebbe aver alimentato la tensione familiare sfociata nella violenza.
Ora sarà il dibattimento a chiarire responsabilità e dinamiche di una vicenda che ha profondamente scosso la comunità.












