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22 Maggio 2026
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Addio a Carlo Petrini, il padre di Slow Food innamorato del Cilento

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Addio a Carlo Petrini, il padre di Slow Food innamorato del Cilento

È morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e teorico del cibo “buono, pulito e giusto”. Aveva 76 anni. Il decesso è avvenuto nella tarda serata di ieri a Bra, in provincia di Cuneo, la città dove era nato nel 1949 e dalla quale aveva dato vita a uno dei movimenti culturali e alimentari più influenti al mondo.

Gastronomo, giornalista, scrittore e attivista, Petrini – “Carlin” per amici e collaboratori – aveva trasformato il tema dell’alimentazione in una battaglia civile globale, legando la tutela del cibo alla difesa dell’ambiente, della biodiversità e delle comunità locali. La sua frase più celebre, “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, sintetizzava la visione che lo aveva accompagnato per tutta la vita.

Nel 1986 fondò Slow Food, nato inizialmente come risposta culturale all’omologazione alimentare e diventato negli anni una rete internazionale presente in oltre 150 Paesi. Dal movimento sarebbero poi nati progetti come Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, esperienze che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra produzione agricola, sostenibilità e consumo consapevole.

Profondo il suo legame con il Mezzogiorno e in particolare con il Cilento, territorio che Petrini considerava uno dei simboli più autentici della dieta mediterranea e della civiltà contadina italiana. Più volte ospite tra Pollica, Pioppi e i borghi dell’area cilentana, aveva sostenuto le produzioni locali e i piccoli agricoltori, indicando il Cilento come modello di equilibrio tra uomo, territorio e qualità della vita.

Negli anni aveva partecipato a numerose iniziative dedicate alla valorizzazione delle aree interne e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari cilentane, ribadendo la necessità di proteggere biodiversità e culture rurali dalla standardizzazione globale. “Il futuro è nelle comunità”, ripeteva spesso durante i suoi incontri pubblici.

La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio nel mondo istituzionale, culturale e agricolo. Messaggi di vicinanza sono arrivati da associazioni, produttori e amministratori locali italiani e stranieri. Slow Food, in una nota, lo ha ricordato come “un uomo di grande visione, capace di trasformare un sogno collettivo in una rete mondiale di persone unite dalla cura per la terra e per il bene comune”.

Con Carlo Petrini scompare una delle figure più rappresentative dell’ambientalismo e della cultura gastronomica contemporanea. La sua eredità, costruita tra battaglie civili e difesa dei territori, continuerà a vivere nelle comunità che in questi decenni hanno condiviso il suo progetto.

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