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22 Maggio 2026
22 Maggio 2026

Legge elettorale, sprint del centrodestra sulla riforma: i correttivi

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Legge elettorale, sprint del centrodestra sulla riforma: i correttivi

La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale e prepara un nuovo testo destinato a diventare la base della discussione parlamentare nelle prossime settimane. Il cosiddetto “Bignami-bis”, dal nome del capogruppo di Galeazzo Bignami, recepirà le modifiche concordate dal centrodestra durante gli ultimi vertici a Palazzo Chigi e punta a correggere alcuni dei punti più contestati della proposta originaria.

L’impianto della riforma resta quello di un sistema proporzionale con premio di maggioranza, ma con alcune limature politicamente significative. La soglia necessaria per ottenere il premio verrebbe infatti alzata dal 40% al 41%, con l’ipotesi più accreditata che fissa il tetto al 42%. Contestualmente, alla Camera diminuirebbe il numero massimo di seggi attribuibili alla coalizione vincente grazie al premio: si passerebbe dagli attuali 230 previsti nella prima bozza a una forbice compresa tra 220 e 222 deputati. Resterebbe invece invariato il bonus complessivo di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato.

Tra le novità più rilevanti c’è soprattutto l’eliminazione del ballottaggio, inizialmente previsto qualora nessuna coalizione fosse riuscita a raggiungere la soglia minima per accedere al premio di maggioranza. Una scelta che segna un evidente cambio di rotta rispetto all’impianto iniziale e che punta probabilmente a evitare nuovi profili di incostituzionalità, dopo le esperienze del Porcellum e dell’Italicum.

Il nuovo testo dovrebbe inoltre introdurre una clausola di salvaguardia per evitare maggioranze diverse tra Camera e Senato. Se il risultato elettorale dovesse produrre esiti difformi nelle due Camere, il premio di maggioranza non scatterebbe e l’assegnazione dei seggi avverrebbe integralmente su base proporzionale.

Correzioni che, spiegano fonti parlamentari, tengono conto sia delle osservazioni emerse durante le audizioni in Commissione Affari costituzionali sia delle trattative interne alla coalizione di governo. L’obiettivo politico del centrodestra resta quello di garantire governabilità senza esporsi a rilievi troppo severi sul piano costituzionale.

Ma proprio sul terreno costituzionale si concentra l’offensiva delle opposizioni e del mondo accademico. Cresce infatti il fronte critico contro la riforma: l’appello promosso dal gruppo “Costituzione e democrazia” ha già raccolto oltre diecimila adesioni, comprese quelle di 145 costituzionalisti italiani. Nel mirino dei firmatari ci sono soprattutto tre elementi: il premio di maggioranza definito “abnorme”, il ritorno delle liste bloccate e i collegi plurinominali. Secondo i costituzionalisti, il rischio è quello di comprimere la rappresentanza e accentuare ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni, in una fase già segnata da un forte astensionismo.

La partita, dunque, entra ora nella sua fase più delicata. La maggioranza prova a blindare una riforma che considera strategica per la stabilità politica, mentre le opposizioni preparano una battaglia parlamentare e culturale destinata ad accompagnare tutto l’iter della legge.

(Foto httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=114948448)

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