Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
19 Ottobre 2026
19 Ottobre 2026

Affitti a Salerno, Cetara è la più cara: nel Cilento forti divari

| di
Affitti a Salerno, Cetara è la più cara: nel Cilento forti divari

Affitti e redditi disegnano una provincia di Salerno profondamente divisa, con differenze significative tra le località costiere e i comuni dell’entroterra. A Cetara, per sostenere il canone di locazione di un appartamento di 80 metri quadrati, occorre destinare mediamente il 35% del reddito netto dichiarato. A Cuccaro Vetere, nel Cilento interno, la stessa incidenza scende all’8%.

È quanto emerge da un’analisi realizzata dall’agenzia Quadrivo, che ha confrontato i valori delle locazioni residenziali rilevati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate nel secondo semestre 2025 con i redditi dichiarati nei comuni salernitani per l’anno d’imposta 2024.

I redditi sono stati considerati al netto dell’Irpef e delle addizionali, utilizzando i dati del Dipartimento delle Finanze. Il confronto riguarda un’abitazione standard di 80 metri quadrati e contratti di locazione ordinari, escludendo quindi gli affitti turistici.

Costiera Amalfitana e Cilento: dove l’affitto pesa di più

A guidare la graduatoria provinciale è Cetara, con un canone medio mensile di 520 euro e un’incidenza del 35% sul reddito netto.

Segue Castellabate, dove un affitto medio di 424 euro assorbe il 33% del reddito. Ad Atrani la percentuale raggiunge il 32%, a fronte di un canone di 560 euro mensili, tra i valori assoluti più elevati dell’intera provincia.

Ad Amalfi e Scala l’incidenza è del 31%, con canoni rispettivamente di 560 e 424 euro. Nel Cilento spicca Pisciotta, dove un affitto medio di 384 euro rappresenta il 30% del reddito.

Vietri sul Mare e Maiori si attestano al 28%, mentre Minori, Conca dei Marini, Ravello, Praiano e Camerota raggiungono il 27%.

Proprio Camerota presenta un dato particolarmente significativo. Nonostante un canone medio di appena 280 euro mensili, il peso dell’affitto sul reddito risulta elevato a causa della minore capacità reddituale registrata nel territorio.

Una situazione simile interessa Centola, dove un canone di 272 euro incide per il 25% sul reddito netto medio.

Il confronto evidenzia quindi come il costo assoluto dell’abitazione non sia sufficiente a misurare la sostenibilità economica di una locazione.

Da Salerno all’entroterra: quanto incidono i canoni

Nei centri maggiormente urbanizzati, il rapporto tra affitti e redditi presenta valori generalmente inferiori.

Ad Agropoli un canone medio di 376 euro pesa per il 26%, mentre a Capaccio Paestum l’incidenza è del 25% con 304 euro mensili. Identica percentuale a Pontecagnano Faiano, dove il canone raggiunge 336 euro.

Battipaglia registra il 24%, con 336 euro di affitto medio. Nel capoluogo Salerno, invece, il canone di 392 euro incide per il 22% sul reddito netto.

La stessa percentuale riguarda Cava de’ Tirreni, Baronissi, Pagani e Scafati. Eboli si ferma al 21%, con 272 euro mensili, mentre Nocera Inferiore e Nocera Superiore registrano il 18%.

Particolare il caso di Positano, dove un canone medio di 368 euro assorbe soltanto il 15% del reddito, grazie a una capacità reddituale mediamente superiore.

Nelle aree interne la pressione economica diminuisce ulteriormente. Castel San Giorgio, Polla, Auletta e Roccapiemonte presentano incidenze comprese tra l’11% e il 12%.

Sotto il 10% si collocano Torchiara, Prignano Cilento, Piaggine e Cuccaro Vetere, dove il canone medio è di 104 euro mensili, il più basso della provincia.

Valori contenuti anche a Rofrano, con 128 euro e un’incidenza del 13%, e Casaletto Spartano, con 120 euro e il 12%.

L’indagine restituisce così una geografia abitativa caratterizzata da forti differenze tra costa e aree interne, dove il rapporto tra prezzi delle abitazioni e redditi determina condizioni economiche profondamente diverse.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
PRIMEA 265
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata