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Tre persone assicurate alla giustizia per aver rapinato due Colombiane a Polla

di Rito Ruggeri

Nel mese di aprile 2010, due donne di origini colombiane, dopo aver preso in affitto una casa nel centro pollese pubblicarono, su un sito internet, un annuncio rendendosi disponibili per "incontri e massaggi".
Le due ignare signore vennero contattate, però, da tre loschi individui, i quali quando si presentarono all’appuntamento, dopo averle immobilizzate ed imbavagliate con del nastro adesivo, gli asportavano la somma contante di euro 150, i telefonini, un computer ed alcune carte di credito facendosi indicare i relativi codici di accesso.
Subito dopo si portavano presso alcuni istituti di credito di Polla ove provvedevano, illecitamente, a ritirare dai conti delle due altri 1.750 euro, dandosi poi alla fuga a bordo di una alfa 147.
Le indagini, coordinate dalla procura della repubblica di Sala Consilina e condotte dalla stazione carabinieri di Polla, si sono presentate, fin da subito, difficili per la scarsità di elementi a disposizione degli inquirenti.

Solo grazie ad un attenta e minuziosa attività investigativa, sui pochi elementi raccolti, è stato possibile prima risalire alla autovettura in uso ai malviventi e poi alla loro completa identificazione, grazie anche alle vittime che li hanno, in ultimo, riconosciuti senza alcun ombra di dubbio.
Si tratta di De Prisco Giovanni, di anni 29, di Ferrante Giovanni, di anni 27 e di Parmigiano Carmine, di anni 31, tutti pregiudicati, il primo di Nocera Inferiore e gli altri due di Pagani.
Il gip del tribunale di Sala Consilina a conclusioni delle indagini, su richiesta della procura, concordando pienamente con l’attività svolta, ha emesso, a carico dei tre, un ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina e per l’illecito utilizzo delle carte di credito appartenenti alle due donne.

I carabinieri di Polla, questa mattina, hanno provveduto all’ esecuzione dell’ ordinanza notificandola ai tre rei che, nel mentre, erano stati tratti in arresto per analoghi reati ed a seguito dei quali, in atto, si trovano ristretti presso le case circondariali di Roma – Rebibbia e Salerno. 

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