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Camerota, archiviata posizione sindaco e consiglieri su caso Soget: «Tutto regolare»

di Redazione

Si erano detti sin da subito sereni il sindaco e i consiglieri di maggioranza, che – insieme al responsabile dell’ufficio Finanziario del Comune di Camerota – avevano avuto modo di chiarire, documenti alla mano, che l’azione amministrativa non solo era lecita, ma si è rivelata anche a favore della collettività, essendo riusciti, con gli strumenti previsti dalla legge, a far risparmiare oltre due milioni di euro solo nei primi due anni (quasi sei sino alla fine del contratto) ai cittadini di Camerota.

Bene ha fatto, dunque, il Comune di Camerota a rinegoziare il contratto troppo oneroso per le casse comunali e per i cittadini. Nessuna ipotesi di reato, nessuna condotta errata, nessuna responsabilità. Dopo gli avvisi di garanzia notificati lo scorso mese di gennaio, è stata archiviata la posizione di Mario Salvatore Scarpitta, sindaco di Camerota; Teresa Esposito, Vincenza Perazzo, Giovanni Saturno, assessori e vicesindaco; Francesco Calicchio, all’epoca componente della giunta; Giovanni Castaldi, responsabile dell’ufficio Finanziario; e due componenti della Soget.

«Siamo particolarmente soddisfatti. Poco più di sette mesi dopo la notifica degli atti giudiziari – hanno dichiarato il sindaco e i consiglieri di maggioranza – è stato lo stesso Pubblico Ministero ad analizzare i documenti proposti ed a valutare la correttezza del nostro operato, riconoscendo l’utilità di quanto fatto per il bene collettivo di Camerota. Per i consiglieri comunali di opposizione Guzzo, Infantini, Del Gaudio e Laino, che avevano denunciato un presunto abuso d’ufficio ed ipotizzato chissà quali interessi privati nelle vicende pubbliche che riguardano riscossione coattiva, parcheggi, ecc…, valga come l’ennesima conferma che a Camerota da oltre quattro anni le cose si fanno per bene. I nemici vanno perdonati ma non vanno dimenticati mai i loro nomi. Specie quando sono nemici del popolo, del territorio e di chi vi abita. Questo è un risultato che conferma l’inutilità di un’opposizione fatta senza conoscenza degli atti e senza analisi approfondita, che scrive ricorsi, avvelena i pozzi e poi rimane sempre con un pugno di mosche in mano».

«Ringraziamo gli avvocati Marco Sansone, Carmine Caputo e Rosario Pirrone – chiosano i membri della maggioranza – che, fin dal primo giorno, hanno svolto il proprio lavoro con professionalità e competenza. Valuteremo senza dubbio (ove non lo facesse la Procura d’ufficio) di tutelare immagine e reputazione attraverso una denuncia per calunnia».

Molto soddisfatto anche il dott. Giovanni Castaldi, responsabile dell’ufficio Finanziario dell’Ente: «Giornate come queste ripagano degli sforzi e dei sacrifici quotidiani di chi non conosce altro che lavoro, dedizione ed onestà e generosamente si mette al servizio di tutti usando un’unica direttiva: la legge».

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