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Camerota, la mossa dell’equipaggio e lo sbarco dello sceicco | FOTO

di Luigi Martino

E’ il pomeriggio di lunedì 23 agosto. Dagli uffici del ministero degli Esteri arriva una telefonata alla guardia costiera di Marina di Camerota: «Domani arriva una flotta di 7 yacht, preparatevi. Massimo riserbo sull’ospite». Il porto è in fermento. Viene immediatamente liberato il molo di sottoflutto. Gli operai installano alcuni servizi in modo rapido. In paese turisti e residenti iniziano a chiedersi il perchè di questi spostamenti e l’impiego di così tanti uomini. Vengono informati anche i carabinieri della compagnia di Sapri e della stazione locale, le istituzioni e il corpo di polizia municipale.

I preparativi e i sopralluoghi

Questa mattina, il giorno seguente al contatto tra il ministero e le forze dell’ordine e di polizia, sul porto di Marina di Camerota è tutto pronto. Via terra arrivano quattro automobili. La più costosa è una Lamborghini suv di colore bianco. Si parcheggiano di fronte l’ufficio turistico. Arrivano anche i primi due yacht. Fanno parte della flotta che ne conta in totale sette. Hanno una lunghezza che si aggira intorno ai 30 metri. Ma sono quelli più piccoli. Più tardi il parco auto si allarga con un furgone 9 posti Mercedes con i vetri scuri e un’altra Mercedes station wagon. Si tratta di un’azienda del Comune di Napoli di noleggio con conducente. Accompagna l’ospite e tutti suoi uomini da Ischia, devono restare a disposizione giorno e notte.

Il metro e il gradino

Dagli yacht si ‘staccano’ due ‘scialuppe’. Sono nere e sfarzose. Hanno divani in pelle e un equipaggio tutto loro. Una delle due resta nei paraggi delle imbarcazioni più grandi. L’altra, dalle 11 del mattino, batte palmo a palmo il porto turistico per individuare il punto esatto dove poi dovrà sbarcare l’ex emiro. Un membro dell’equipaggio ha un metro; un altro simula la discesa. E’ un qualcosa che si ripete più volte nell’arco della giornata. Ma – qualche ora dopo – si rivelerà un diversivo. Roba per grandi.

I curiosi e i primi indizi

Una folla di curiosi si riversa sul porto. Sono turisti che rientrano dalle spiagge super affollate di Marina di Camerota e residenti. A garantire l’ordine e la sicurezza ci sono i marinai agli ordini del comandante Sandro Desiderio e i carabinieri con il comandante Francesco Carelli. Sostano nei pressi nel gazebo della Cooperativa Cilento Mare, una di quelle che organizza le gite in barca alla scoperta dell’area marina protetta degli Infreschi. Un chilometro più in là, da nord, spunta Um Alhoul, il gigante di 72 metri che coccola Hamad Bin Khalifa Al Thani ex emiro (dal 1995 al 2013) del Qatar e padre dell’attuale emiro qatariota Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī. La barca l’avevano avvistata già a Casal Velino e poi lungo la spiaggia del Mingardo. Prima di lei sono arrivate le foto che la ritraggono sulle chat di Whatsapp ma a vederla dal vivo è tutta un’altra cosa. Intanto si prendono informazioni da wikipedia. L’enciclopedia online suggerisce che lo sceicco ha 69 anni. Qualcuno si fa scappare che ha problemi di deambulazione. Ora si spiega il metro e le prove. Um Alhoul si ferma in rada. E’ sontuosa, enorme. Qualche gozzo e pochi acquascooter provano ad avvicinarsi. I droni dei giornalisti la scrutano e la studiano.

Mossa Kansas City

Mentre il terzo e il quarto yacht si aggiungono ai due già attraccati al molo di sottoflutto, la scialuppa scarica una decina di borse nere di varie dimensioni che vengono caricate sul furgone 9 posti e nel portabagagli di una delle auto della scorta. Tutti si aspettavano che anche l’emiro sbarcasse nel punto preciso dove l’equipaggio ha simulato più volta la sua discesa, ma ecco la mossa Kansas City, quella di Slevin – Patto Criminale: «Quando tutti guardano da una parte, tu vai dall’altra parte». La scorta si muove in modo rapido. La seguono i carabinieri e la capitaneria. Il Lamborghini si posiziona vicino agli yacht. L’emiro, anziano e con problemi facilmente visibili di deambulazione, sbarca velocemente tra le sue barche e sale sulla Lamborghini. Qualcuno dice direzione Palinuro perchè l’autista avrebbe provato il percorso più volte questa mattina. Cosa ci fa nel Cilento? Nulla in particolare, sta visitando il Mediterraneo e dove decidere di sostare, si ferma, fa un giro in auto e poi rientra sulla sua nave.

Da Al-Jazeera al Psg

Um Alhoul resta in rada. La flotta è ferma al porto. Avevano chiesto anche il supporto di due cuochi locali a bordo per assaggiare i piatti tipici del Cilento. L’idea è poi sfumata. I motivi non sono noti. Hamad Bin Khalifa Al Thani, emiro del Qatar dal 1995 al 2013 prima di lasciar il posto al figlio, è l’emiro padre e ha un patrimonio stimato di diversi miliardi di dollari. E’ noto anche per aver fondato l’emittente Al-Jazeera. Il figlio, del resto, non è da meno: ha fondato e detiene tuttora il controlla della Qatar Sport Investments che detiene il 100% delle quote del Paris Saint-Germain e di Harrods, oltre a quote minori delle maggiori aziende del mondo (Barclays, Volkswagen Group, Porsche, Sony, solo per citare le più note) ed essere diventato di recente sponsor dell’As Roma. Il suo arrivo in pompa magna al porto di Marina di Camerota è destinato però a durare poco: già domani, l’emiro padre e la sua flotta lasceranno il Cilento.

Le foto della giornata

Fotoservizio di Luigi Martino. Riproduzione vietata

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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