La Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio di una 35enne salernitana, accusata di omicidio stradale per l’incidente avvenuto il 19 ottobre 2025 a Capaccio Paestum, nel quale perse la vita Anna Palladino, 70 anni, residente nella Città dei Templi. Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna avrebbe attraversato un incrocio senza rispettare lo stop, procedendo inoltre a una velocità superiore al limite consentito.
La richiesta è stata avanzata dal pubblico ministero Bianca Rinaldi. Sarà il giudice per l’udienza preliminare, il prossimo 24 novembre, a decidere se disporre il processo nei confronti dell’indagata.
La ricostruzione dell’incidente in via Magna Graecia
Al centro dell’inchiesta c’è lo scontro tra una Fiat 500X e una Fiat Panda, verificatosi all’intersezione tra via Laghetto e via Magna Graecia.
Secondo quanto contestato dalla Procura, la 35enne si trovava alla guida della Fiat 500X e proveniva da via Laghetto. Una volta raggiunto l’incrocio con la strada provinciale, avrebbe proseguito senza arrestare la marcia in corrispondenza del segnale di stop e senza concedere la precedenza.
Gli accertamenti richiamati nell’impostazione accusatoria indicano inoltre una velocità di circa 45 chilometri orari, a fronte di un limite di 30 chilometri orari previsto in quel tratto.
In quel momento lungo via Magna Graecia stava transitando la Fiat Panda guidata da Anna Palladino. La 70enne non riuscì a evitare la collisione tra i due veicoli.
Dopo l’impatto, la Fiat 500X terminò la propria corsa contro la recinzione in ferro di un’abitazione privata.
La dinamica descritta costituisce la ricostruzione sostenuta dall’accusa e dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.
I soccorsi, il ricovero al Ruggi e la morte della 70enne
Le condizioni di Anna Palladino apparvero immediatamente molto gravi. Sul luogo dell’incidente intervennero un’ambulanza della Croce Rossa di via Italia e l’automedica dell’ospedale di Agropoli.
La pensionata venne intubata e trasportata d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove i medici la sottoposero a un delicato intervento chirurgico.
Le lesioni riportate nello scontro erano particolarmente severe: due ematomi cerebrali, una frattura del bacino e la perforazione di un polmone.
Nonostante le cure e i tentativi dei sanitari di salvarle la vita, la donna morì in seguito alle conseguenze dell’incidente.
La Procura ha quindi formulato nei confronti della conducente della Fiat 500X l’accusa di omicidio stradale, chiedendone il rinvio a giudizio.
La 35enne è assistita dagli avvocati Giovanni Luigi Fico e Michele Pepe, entrambi del foro di Avellino.
Il prossimo passaggio è fissato per il 24 novembre, quando il giudice per l’udienza preliminare esaminerà la richiesta presentata dal pubblico ministero.
In questa fase, la responsabilità penale dell’indagata non è stata accertata. L’eventuale rinvio a giudizio determinerà l’apertura del processo, nel quale saranno valutati gli elementi raccolti nell’ambito dell’inchiesta.







