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5 Agosto 2026
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Piani di gestione forestale: Copagri Salerno chiede meno burocrazia e pianificazione reale per aree interne

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Piani di gestione forestale: Copagri Salerno chiede meno burocrazia e pianificazione reale per aree interne

Un allarme accorato per la tenuta del comparto castanicolo, unito a una disamina puntuale sui nodi strutturali del patrimonio boschivo regionale. E’ questa la posizione espressa dai rappresentanti di Copagri Salerno e dalla Presidente provinciale Angela Pisacane nel corso dell’incontro svoltosi ieri mattina, 4 agosto, presso gli Uffici Agricoltura della Regione Campania a Salerno, alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura Maria Serluca, per la presentazione del Bando sui Piani di Gestione Forestale.

Al centro del dibattito, la forte preoccupazione sollevata da Copagri riguardo al peso insostenibile della burocrazia che grava sulle aziende castanicole locali, a partire dall’obbligo di presentare la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) anche per effettuare le semplici interventi di potatura.

«La quasi totalità delle aziende castanicole della nostra provincia ricade in aree interne e collinari ed è rappresentata da realtà a conduzione familiare di piccole o piccolissime dimensioni – dichiara Angela Pisacane, Presidente di Copagri Salerno –. Sottoporre queste imprese ad adempimenti burocratici complessi ed economici persino per le ordinarie operazioni colturali significa disincentivare il lavoro agricolo e spingere molti produttori verso l’abbandono definitivo delle attività. Un processo che spalanca le porte allo spopolamento dei territori montani e al conseguente degrado ambientale e idrogeologico».

Nel corso del tavolo di confronto, Copagri ha tracciato un’analisi nitida dello stato del patrimonio forestale campano: un territorio ricco di superficie boschiva ma ancora drammaticamente “povero di gestione”. Tra le principali criticità evidenziate figurano l’elevata frammentazione della proprietà (il 54,9% delle foreste è privato e suddiviso in 479 comuni), la grave carenza di pianificazione nei boschi privati (dove solo il 3,4% vanta un piano di gestione, a fronte dell’80% di quelli pubblici) e il debole tasso di utilizzo del legno (pari ad appena il 15-20%, contro una media nazionale del 33% ed europea del 73%). A ciò si somma l’alta incidenza di aree protette e vincolate (64% del totale), che rende indispensabile una semplificazione autorizzativa per non paralizzare la manutenzione del territorio.

Rispetto agli strumenti di sostegno economico, Copagri ha rimarcato l’inefficacia di passate misure e bandi (tra cui le criticità registrate sulle risorse PNRR) caratterizzati da “interventi a pioggia” privi di un impatto strutturale sul reddito agricolo e sul ricambio generazionale.

«I nuovi Piani di Gestione Forestale rappresentano un passaggio fondamentale, ma per essere efficaci devono essere accompagnati da regolamenti chiari, snelli e operativi – conclude Angela Pisacane –. Chiediamo la creazione di una Cabina di Regia regionale permanente che sappia coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo economico, la redditività delle imprese e il sostegno al primo insediamento. Senza la presenza degli agricoltori sul territorio e senza la salvaguardia delle filiere tradizionali come quella castanicola, qualsiasi strategia di valorizzazione forestale rischia di rimanere un’intenzione sulla carta».

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