Coronavirus, a Caselle in Pittari i ristoratori riaprono insieme con un flashmob

Infante viaggi

di Marianna Vallone

La parola “competizione” a Caselle in Pittari fa spesso rima con collaborazione. Anche e soprattutto ai tempi del Coronavirus. Riapriranno tutti insieme, abituati come sono a fare squadra quando c’è da essere uniti, i ristoratori del comune cilentano, noto nel golfo di Policastro e non solo per la sua ospitalità e la forte tradizione culinaria, oltre che per le produzioni agricole locali, prime fra tutte il grano. La data scelta è il primo giugno, il motto che dà il titolo all’iniziativa è “Trasíti, l’acqua vuddi”. Le cucine e i forni dei ristoranti e delle pizzerie di Caselle in Pittari sono pronte a ripartire, riaccendendosi tutti insieme con un flashmob in live streaming che inizierà alle 20.

Da l’Urmu a la Pantanedda, da lu Castieddu a Timbi e Taverna, la fase 2 dopo l’emergenza Coronavirus ripartirà insieme e non solo simbolicamente. Fornelli accesi e porte aperte da Mario del ristorante Zi Filomena, da Donatello del ristorante pizzeria Lo Sceriffo, da Michele del ristorante pizzeria La Pietra Azzurra, da Clorinda dell’Agriturismo Pittari, da Angelo dell’Osteria Tancredi, da Nicola del ristorante Cavaliere, e da Massimo dell’agriturismo La Botte.

«Dal primo giugno i nostri ristoranti e le nostre pizzerie riapriranno al pubblico. Rispettando le norme di sicurezza, garantendo gli spazi e i supporti necessari ricominceremo a mettere a tavola i nostri piatti, le nostre pizze, il nostro pane e il nostro vino. “Trasìti, l’acqua vuddi” è un’iniziativa nata per raccontare questa ripartenza post quarantena. – spiegano in coro – Dalle nostre pagine social, a partire dalle ore 20.00 di lunedì primo giugno lanceremo dei video in diretta in cui contemporaneamente racconteremo questo momento di ripartenza dalle nostre cucine. Abbiamo deciso di agire insieme per dare un segnale forte, di unione e di lavoro condiviso. Questo periodo ci ha uniti, ci siamo confrontati, abbiamo trovato il tempo e il modo di raccontarci quello che siamo, i nostri limiti e le nostre potenzialità, come singoli ma soprattutto come collettivo».

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«Siamo consapevoli – sottolineano i ristoratori – che le porte dei nostri locali, rappresentano per molti dei nostri ospiti, le porte della nostra comunità, questo è per tutti noi un onore ma anche una grande responsabilità. Al centro di questa ripartenza c’è innanzitutto lo spirito ospitale che ci contraddistingue da sempre, il cibo è sociale ed è con questo spirito che ricominceremo a lavorare. Ricominceremo a stare di nuovo insieme, attorno ad un piatto, a guardarci negli occhi e a vivere bene, anche grazie a quello che mangiamo».

I Ristoratori di Caselle in Pittari
Michele, Mario, Clorinda, Angelo, Donatello, Nicola e Massimo

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