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Vasci portuni e pertose da sedici anni con l’intento di recuperare la cucina e le tradizioni cilentane

di Federico Martino

Negli antroni e portoni dei palazzi signorli, nel caratteristico centro storico di Ostigliano, si potrà degustrare i panzarotti al sugo di castro o pomodoro, castrato al sugo, salsiccia alla brace, peperoni e melenzane arrostite alla brace, pane cotto nei forni a legna.
Tutto accompagnato da vino ed da gli immancabili vicciddi alla menta e salvia. “VASCI PORTUNI E PERTOSE” nasce sedici anni fa, con l’obiettivo di valorizzare il paese, recuperare la tradizionale cucina cilentana e di coinvolgere nuovi e motivati flussi turistici. La possibilità di reperire ancora presso i coltivatori del comprensorio produzioni agroalimentari (ottenute con metodi di coltivazione naturali), la proverbiale attenzione e la ricerca nella preparazione delle pietanze come una volta, l’esistenza di una piazzetta intorno alla quale si affacciano portoni e vasci (cortili a androni di antiche abitazioni signorili a altri piccoli locali), hanno dato vita alla manifestazione che si svolge nel cuore del paese. I visitatori, infatti, attraverso le usanze del luogo e gli inconfondibili sapori della cucina saranno immersi in quell’armonia di colori e profumi della campagna cilentana e proiettati nello spazio-tempo dei “vasci, portuni e pertose…”. Il calore e l’ospitalità saranno il naturale benvenuto. La frazione di Ostigliano appartiene al comune di Perito, dista 1,95 chilometri dal medesimo comune e conta circa 500 abitanti.

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