Ieri, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, si è svolto l’incontro promosso dalla Diocesi di Teggiano-Policastro in occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Numerosa e attenta la partecipazione di giornalisti, operatori della comunicazione e operatori pastorali.
Dopo l’introduzione di Massimo La Corte, incaricato regionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Campana, che ha richiamato la necessità di non ridurre la comunicazione a semplice trasmissione di contenuti, ma di custodire sempre la persona, la sua voce, il suo volto e la sua dignità dentro le trasformazioni del digitale, sono seguiti i saluti di Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Mariangela Parisi, consigliere nazionale dell’UCSI, Rocco Colombo, Presidente dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, e don Michele Totaro, Direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali.
Il dott. Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI, ha offerto approfondimenti e spunti per rileggere e soprattutto poter vivere concretamente il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, indicando una comunicazione capace di restare realmente al servizio della persona.
Il prof. Raffaele Buscemi, giornalista e docente di comunicazione istituzionale presso la Pontificia Università della Santa Croce, ha fatto emergere le positività e le potenzialità dell’intelligenza artificiale, conducendo poi la riflessione verso la domanda decisiva: che cosa l’IA non può fare, soprattutto davanti alla ricerca della notizia, alla responsabilità della verità e all’incontro con il volto concreto delle persone.
Il Vescovo, P. Antonio De Luca, ha concluso l’incontro ringraziando giornalisti e operatori pastorali per aver accolto la proposta della Diocesi, invitando tutti a non avere paura dell’ambiente digitale e dell’intelligenza artificiale, ma di conoscerli e abitarli da cristiani, con responsabilità, discernimento e fiducia.












