La Cantina del Marchese, tra i pochi posti al mondo dove gustare la Maracucciata

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La Cantina del Marchese

Il Marchese apre le porte della sua Cantina ad un gruppo di turisti stranieri. Conoscono la storia e il menù a memoria: «Lo abbiamo letto sul web e degli amici svizzeri ce ne hanno parlato», cercano di spiegare in un italiano a stento comprensibile. Con l’aiuto di qualche termine inglese aggiungono: «Ma il pezzo forte, la Marecucciata, c’è?». Il Marchese annuisce.

Ciccio Fiore è divenuto proprietario di questo locale, situato a pochi passi dal centro storico di Marina di Camerota, in un palazzo ottocentesco, più di 15 anni fa. Lo ha trasformato presto in un luogo di ritrovo per gli amanti della cucina del Cilento. Antonio, che segue le orme del papà, propone una cucina povera, tipica della tradizione lentiscosana (altra frazione del comune di Camerota).

La maracucciata
Il maracuoccio è un legume poco più piccolo del pisello di forma irregolare. Sembra un piccolo sassolino. Si semina da gennaio a marzo in terreni collinari asciutti e soleggiati. Si raccoglie da giugno a luglio. Purtroppo nessuno, finora, è riuscito a dare un nome in italiano, da anni gli abitanti di Lentiscosa sono alla ricerca di questo legume anche in altre zone dell’Italia. Alcuni di loro sono arrivati a parlare con esperti nelle varie fiere di Bari e Verona, in Umbria e ultimamente anche in Valtellina. Non c’è traccia alcuna del maracuoccio. Nasce, cresce e viene coltivato con amore e passione, solo a Lentiscosa. «Da qualche anno mi sto dedicando sempre con più passione a questa produzione – aggiunge Ciccio Fiore – anche per assicurare ai clienti abituali della “Cantina del Marchese” un buon piatto di maracucciata».

La maracucciata (foto L. Martino)

La maracucciata è uno dei piatti più antichi di Lentiscosa che da secoli si è tramandato nelle varie generazioni e le donne della Cantina del Marchese sono tra le poche a prepararlo e a servirlo ai clienti. «Lo ricordo ancora oggi – racconta emozionato Ciccio – ero appena un bambino, alla fine degli anni 50, sono cresciuto in una famiglia numerosa con i genitori, sei fratelli ed una sorella, io dormivo nella stanza insieme ai nonni paterni. Mio nonno, da tutti conosciuto come Zi’ Andria, di professione commerciante ma con una forte passione contadina, (a 80 anni zappava ancora la terra con una vanga), mi raccontava sempre delle storie della vita contadina del paese e proprio in merito alla maracucciata ricordo questo particolare: ai tempi della guerra, quando si faceva la fame, la maracucciata si cucinava tutti i giorni e quando i contadini dopo una giornata di duro lavoro tornavano a casa la sera i loro occhi d’istinto fissavano l’entrata della propria abitazione dove era solito appendere al muro tutte le casseruole e pentole che servivano per cucinare, e quando vedevano che tra questi mancava la “cavurara” (pentola di rame), con un pizzico di soddisfazione dentro di loro pensavano “che bello stasera si mangia la maracucciata”. Anche noi figli dovevamo aiutare la mamma in cucina perché per cucinare la maracucciata dovevamo usare a turno il “ruozzolo” (bastone di legno) e man mano che la mamma aggiungeva la farina all’acqua, che bolliva su fuoco a legna, la maracucciata diventava sempre più dura e con forza si doveva mescolare per non farla attaccare nella “cavurara”. Ancora oggi mi ricordo come veniva cucinata a quei tempi».

La ricetta
La ricetta della maracucciata è semplice. Ingredienti: farina di grano e maracuoccio, sale, olio, cipolla, crostini di pane.

Nella pentola si mette a bollire l’acqua e, lentamente, si aggiunge la farina di grano e maracuoccio, a fuoco lento, e si mescola. L’importante è non farla attaccare. A parte, in una padella, si versa dell’olio extravergine di oliva e si mette a soffriggere la cipolla con i crostini di pane.Quando la maracucciata è pronta, si aggiunge l’olio con i crostini e la cipolla. Il tutto viene servito in un piatto di terracotta.

Non solo maracucciata
Attorno alla maracucciata, nel menù della Cantina del Marchese, sorgono tanti altri piatti tipici. Le sapienti mani delle donne in cucina, preparano delle buonissime melanzane imbottite. Poi ricchi antipasti con salumi che grazie ai contadini Cilentani, che si dedicano alla crescita e cura dei suini degli allevamenti del Marchese, riescono ad ottenere carni di buona qualità che insaccano seguendo le tradizionali ricette di una volta.

Melanzane imbottite (Foto L. Martino)

Ai salumi aggiungiamo i formaggi, i sottaceti e i sottoli. Quasi tutto a chilometro 0. Poi il pane casereccio, la pasta fatta in casa e l’olio d’oliva delle colline lentiscosane. Non manca del buon vino rosso e, per i più golosi, ottime zeppole di Natale con miele, dolci alle mandorle e l’immancabile pastiera da gustare allegramente, dopo essere stati serviti da camerieri in costumi tradizionali. C’è addirittura la possibilità di acquistare i prodotti tipici come vino olio, miele e salumi.

Informazioni
Via del Marchese, 13
84059 – Marina di Camerota (SA)
T. 0974.932570
lacantinadelmarchese@libero.it
www.cantinadelmarchese.net

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