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4 Novembre 2026
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Lo sai che in Cilento esiste una pasta fatta con farina di castagne? Sono i Triiddi di Rofrano

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Lo sai che in Cilento esiste una pasta fatta con farina di castagne? Sono i Triiddi di Rofrano

Tra le montagne del comprensorio Lambro-Bussento-Mingardo, c’è un piatto che custodisce la memoria di un’intera comunità. Sono i triiddi di Rofrano, una pasta fresca realizzata rigorosamente a mano, legata alla cucina contadina e a un passato in cui le castagne rappresentavano una risorsa fondamentale per l’alimentazione delle famiglie.

Non si tratta soltanto di una specialità gastronomica, ma di una testimonianza della capacità delle comunità rurali di valorizzare ciò che offriva il territorio. La farina di castagne, un tempo utilizzata anche quando il grano scarseggiava, diventava l’ingrediente principale di una pasta nutriente, semplice e sostanziosa.

Oggi i triiddi sono considerati uno dei simboli gastronomici di Rofrano e rappresentano un patrimonio di saperi tramandati nel tempo, che continua a essere valorizzato attraverso la cucina familiare, i ristoranti e le iniziative dedicate alle tradizioni locali.

Che cosa sono i triiddi di Rofrano

I triiddi sono una particolare tipologia di pasta fresca cilentana, riconoscibile per la lavorazione manuale e per l’impasto preparato con un insieme di farine.

La ricetta tradizionale prevede farina di castagne, farina 00 e semola. L’impasto viene lavorato con acqua calda e sale fino a ottenere una consistenza omogenea. Successivamente viene suddiviso in piccoli pezzi, modellati con le dita e allungati fino a ottenere una forma simile a un grosso fusillo, generalmente privo della caratteristica concavità centrale.

La scheda ufficiale della Regione Campania dedicata ai prodotti tradizionali descrive proprio questa lavorazione artigianale, sottolineando come la forma venga ottenuta attraverso la manualità e l’esperienza di chi prepara la pasta.

Il nome e le forme dei triiddi sono legati anche alla tradizione orale: una delle interpretazioni locali richiama le tre dita utilizzate anticamente per modellare l’impasto. L’origine linguistica, tuttavia, non è univoca e alcune ricostruzioni la collegano al termine arabo itriyah, utilizzato storicamente per indicare preparazioni di pasta.

Le origini: quando la farina di castagne sostituiva il grano

Per comprendere davvero i triiddi bisogna tornare alla cucina contadina di un tempo, quando le risorse alimentari erano legate alla stagionalità e a ciò che il territorio riusciva a offrire.

Rofrano, situato nell’entroterra cilentano, ha una lunga tradizione legata alla coltivazione e alla raccolta delle castagne. In passato, questo frutto rappresentava una risorsa essenziale per le famiglie, soprattutto nei periodi in cui la disponibilità di grano era limitata.

La farina di castagne veniva utilizzata per preparare diverse pietanze e anche per realizzare i triiddi, rendendo la pasta più nutriente e sostanziosa.

Un importante contributo alla ricostruzione delle abitudini alimentari locali è arrivato dalle ricerche del professor Massimo Cresta, che tra il 1954 e il 1995 ha studiato l’alimentazione della comunità di Rofrano. Nel suo lavoro, i triiddi vengono ricordati come gnocchetti di castagne, testimonianza di una tradizione gastronomica profondamente radicata nella vita quotidiana del paese.Gli ingredienti: castagne, grano e peperoni cruschi

La particolarità dei triiddi sta nell’equilibrio tra le farine utilizzate e nella semplicità del condimento.

  • 250 grammi di farina di castagne;
  • 250 grammi di semola;
  • 500 grammi di farina 00;
  • 500 ml di acqua calda;
  • sale quanto basta.

Per il condimento servono olio extravergine d’oliva, aglio e peperoni cruschi.

Questi ultimi sono un ingrediente fondamentale: si tratta di peperoni dolci rossi essiccati, che vengono immersi per pochi secondi nell’olio caldo fino a diventare croccanti. Il loro sapore caratteristico completa la dolcezza della farina di castagne, creando un abbinamento tipico della gastronomia cilentana

Come si preparano i triiddi di Rofrano: la ricetta tradizionale

La preparazione richiede pochi ingredienti, ma una buona manualità.

Si comincia mescolando le farine con il sale e aggiungendo gradualmente l’acqua calda, fino a ottenere un impasto omogeneo. Il composto viene lasciato riposare per circa 30 minuti, quindi suddiviso in piccoli pezzi.

Ogni porzione viene lavorata con le dita, allungando la pasta fino a ottenere il caratteristico formato cilindrico. È proprio questa lavorazione manuale a rendere i triiddi riconoscibili.

Nel frattempo si prepara il condimento. In una padella si scalda abbondante olio extravergine d’oliva con uno spicchio d’aglio. I peperoni cruschi vengono immersi nell’olio caldo per circa 30-60 secondi, girandoli frequentemente per evitare che brucino. Una volta pronti, si scolano e si tengono da parte.

I triiddi freschi vengono lessati in acqua bollente leggermente salata per circa 5-7 minuti, in base allo spessore. Una volta scolati, si trasferiscono nella padella con l’olio aromatizzato all’aglio, aggiungendo un po’ di acqua di cottura per amalgamare il condimento.

Il piatto viene servito caldo, completando con i peperoni cruschi interi o sbriciolati.

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