Sarà processata con rito immediato Raffaella Cirillo, la 54enne accusata dalla Procura di Nocera Inferiore dell’omicidio volontario del marito Francesco Vitolo, imprenditore di Pagani morto il 28 febbraio scorso a Sant’Egidio del Monte Albino. Secondo l’accusa, la donna lo avrebbe colpito con un coltello da cucina all’altezza del cuore nell’abitazione della coppia in viale degli Aranci. Il dibattimento davanti alla Corte d’Assise inizierà l’8 ottobre.
L’imputata è assistita dagli avvocati Concetta Galotto e Manuel Capuano, mentre le parti offese sono rappresentate dall’avvocato Luigi Calabrese.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, con il sostituto procuratore Gianluca Caputo, e condotte dai carabinieri del Reparto territoriale.
La ricostruzione dell’accusa
Secondo la ricostruzione investigativa, nei giorni precedenti alla tragedia Cirillo sarebbe venuta a conoscenza di una relazione extraconiugale del marito. La sera del delitto avrebbe inoltre scoperto che Vitolo aveva scambiato alcuni messaggi telefonici con l’altra donna.
La Procura sostiene che la 54enne, mossa dalla rabbia e preoccupata anche dalla possibilità che il marito potesse disperdere il patrimonio familiare con la nuova compagna, avrebbe impugnato un coltello e colpito Vitolo all’altezza del cuore.
Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che la lama penetrò nell’emitorace sinistro, seguendo una traiettoria dal basso verso l’alto e dal davanti all’indietro, perforando il sacco pericardico e provocando una lesione transmurale del ventricolo destro.
Ferito e sanguinante, l’imprenditore si sarebbe trascinato fino al bagno nel tentativo di tamponare la ferita, prima di crollare a terra e morire.
Secondo gli inquirenti, dopo l’accoltellamento la donna avrebbe inoltre lavato il coltello nel lavandino della cucina, nel tentativo di eliminare le tracce di sangue.
La difesa: «Mi sono difesa da un’aggressione»
La donna ha fornito una versione differente. Nel corso dell’interrogatorio avrebbe infatti sostenuto di essersi difesa da un’aggressione del marito.
Una ricostruzione che, secondo l’accusa, sarebbe stata smentita dagli accertamenti tecnici e autoptici effettuati nel corso delle indagini.
Alle investigazioni ha contribuito anche il Ris dei Carabinieri di Roma, che ha sequestrato diversi oggetti all’interno dell’abitazione, compresi quattro coltelli rinvenuti in cucina.
Ulteriori elementi sarebbero emersi dagli interrogatori dell’imputata e di alcuni familiari, attraverso i quali gli investigatori hanno ricostruito il contesto familiare e le ore precedenti alla morte. Al momento dell’omicidio, secondo quanto accertato, nell’abitazione erano presenti soltanto marito e moglie.
Cirillo risponde di omicidio volontario aggravato dall’aver agito contro il coniuge. La Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato sulla base degli elementi probatori raccolti. Il processo inizierà l’8 ottobre davanti alla Corte d’Assise.












