Due nuove aree nel cuore del Mediterraneo

di Federico Martino

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei decreti del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – d’intesa con il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – è stata ufficializzata l’istituzione delle due Aree Marine Protette di “Costa degli Infreschi e della Masseta” e di “Santa Maria di Castellabate” lungo la fascia costiera del territorio del Parco.
Così il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i suoi 181.000 e più ettari a terra ed i 9.000 ettari a mare delle due aree marine, diventa l’area protetta più grande d’Italia. Ciò a dimostrazione dell’attenzione che il Governo ha su questa parte del territorio nazionale.
All’Ente Parco è stata affidata la gestione delle due aree marine che comunque sarà attuata in stretta sinergia con i comuni di Castellabate, Camerota e San Giovanni a Piro e con le Capitanerie di porto che ne assicureranno la vigilanza.
Con l’istituzione delle due aree marine – afferma il Presidente Troiano – aumenta ancora di più la nostra responsabilità di protezione del territorio costiero e rappresenta un valore aggiunto che dovrà essere volano di sviluppo soprattutto nel settore turistico. Tra le varie iniziative che il Parco attuerà nei prossimi mesi, uno degli obiettivi principale sarà quello di diffondere ai cittadini ed ai tanti turisti e diportisti, la conoscenza esauriente degli ambienti marini della meravigliosa costiera Cilentana. Habitat che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, con particolare riguardo alla flora ed alla fauna marina, nonché una costa ricca di testimonianze geomorfologiche, archeologiche, storiche, unica nel mediterraneo. In esse cultura e natura si intrecciano e si fondono in equilibri diversi e affascinanti, in un rapporto indissolubile derivante dalle culture provenienti da tutte le sponde del Mediterraneo. Compito dell’Ente sarà quello di collegare le bellezze della costa con le meraviglie dei borghi antichi incastonati sulle colline, nelle valli e sui monti del Cilento e del Vallo di Diano.

Siamo sulla costa che va dalla Torre dello Zancale (Marina di Camerota) a Scario nel Golfo di Policastro.
Macchia mediterranea, oliveti, vigneti, il tutto lambito da un mare che, secondo gli orari, assume gradazioni di verde diverse ed ogni pochi metri si introduce in una grotta. In una quindicina di chilometri di costa frastagliata sono racchiuse piccole rade, spiaggette, torri medievali, scogliere che avranno nella futura “realizzazione” dell’Area Marina una gradazione di protezione lieve (zona C) che va aumentando fino al divieto, addirittura, di accesso, tranne che per scopi scientifici e di studio (zona A).
Il litorale interessato è una propaggine calcarea del Monte Bulgheria. Proprio per la natura carbonatica delle rocce che la costituiscono, è stata interessata da importanti fenomeni carsici e presenta numerose grotte marine e sorgenti d’acqua sottomarine (da ciò Infreschi).
Uno dei caratteri di maggiore interesse dell’AMP è certamente l’elevato valore di eterogeneità ambientale difficilmente riscontrabile in altre zone dell’Italia. Tra le emergenze floristico-vegetazionali si evidenziano le fitocenosi delle falesie costiere pressoché inaccessibili. In tali ambienti rupestri, di indiscusso valore paesaggistico, si conservano preziose formazioni vegetali e specie quali l’endemica Primula Palinuri (simbolo del PNCVD). La Grotta Azzurra, la Grotta Sepolcrale, La Grotta del Noglio raccontano di bellezze naturalistiche e di storie interessanti come la Cacata del Marchese, un masso che, tra la Cala della Fortuna e Cala Monte di Luna, emerge tra le limpidissime acque. Si racconta che solo qui, e in nessun altro luogo, uno dei marchesi di Camerota riuscisse a por fine ai suoi dolori di pancia.
La Cala Bianca con la spiaggetta omonima, dai ciottoli bianchi, scelta per le lamparate notturne dai pescatori, la piscina naturale degli Iscolelli per un bagno rilassante, la sorgente di S. Caterina per un bagno rigenerante, la Cala Longa, l’orto botanico naturale del Marcellino e le calette e le spiaggette della Masseta fanno da corollario al salotto del Mediterraneo che è rappresentato dal Porto naturale di Infreschi, dove la descrizione migliore che si possa fare non è minimamente rappresentativa della visione di esso. La Grotta degli Infreschi dove i pescatori conservavano il tonno, dopo la mattanza, anche per dieci giorni per la temperatura bassa presente nella stessa, dovuta alla risorgiva di acqua proveniente dal Monte Bulgheria, la presenza di un’importantissima prateria di posidonia oceanica nel fondo marino, la Cappella di S. Lazzaro dove la seconda domenica di agosto si tiene una messa di venerazione accompagnata da una processione a mare, alla quale partecipano centinaia di imbarcazioni, sono altre suggestioni di questo paradiso, uno dei paradisi del mondo.

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