Sono 60 le persone coinvolte in un’inchiesta sul presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per le quali la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Elena Cosentino, riguarda cittadini italiani e stranieri e si inserisce in un’attività investigativa che ha interessato anche il territorio di Eboli.
Al centro degli accertamenti figurano pratiche relative all’immigrazione e ai permessi di soggiorno. Secondo quanto emerso, sarebbero state esaminate complessivamente oltre 200 pratiche.
Tra le persone coinvolte compaiono nomi già emersi in precedenti vicende giudiziarie, oltre a cittadini stranieri e residenti nel territorio ebolitano.
L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta una fase del procedimento penale e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.
L’inchiesta sui permessi di soggiorno e i nomi coinvolti
Tra i principali nomi citati nell’indagine figura Antonio Della Corte, già condannato nell’ambito di altri procedimenti collegati alla più ampia attività investigativa.
Le precedenti vicende giudiziarie riguardano una tentata truffa connessa all’incendio di una villa a Postiglione e una truffa relativa ai permessi di soggiorno ai danni di cittadini stranieri.
Si tratta di procedimenti distinti rispetto alle contestazioni oggetto dell’attuale avviso di conclusione delle indagini, pur inseriti nel quadro investigativo richiamato.
Un altro nome presente nell’inchiesta è quello dell’ex consigliere comunale Roberto De Cesare, titolare di un patronato situato lungo viale Amendola, nel centro di Eboli.
La presenza del patronato tra gli elementi dell’indagine richiama l’attenzione sulle pratiche amministrative relative alla posizione dei cittadini stranieri.
Il materiale investigativo riguarda un numero consistente di procedure, superiore a duecento, sulle quali si è concentrata l’attività degli inquirenti.
Tra le sessanta persone destinatarie dell’avviso figurano sia cittadini italiani sia stranieri. L’inchiesta coinvolge inoltre diversi residenti di Eboli.
Le precedenti misure cautelari e i prossimi passaggi
L’attività investigativa aveva già conosciuto sviluppi giudiziari significativi circa due anni fa.
Per alcune delle persone coinvolte erano state infatti disposte misure cautelari, comprese la custodia in carcere e gli arresti domiciliari.
L’invio dell’avviso di conclusione delle indagini segna ora un nuovo passaggio nel procedimento coordinato dalla Procura.
L’atto consente agli indagati e ai rispettivi difensori di conoscere formalmente le contestazioni e di esercitare le facoltà previste dalla legge nella fase che precede le eventuali determinazioni sull’esercizio dell’azione penale.
Secondo le informazioni disponibili, il procedimento dovrebbe approdare prossimamente davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, per l’udienza preliminare.
In quella sede saranno esaminate le richieste formulate nell’ambito del procedimento e le posizioni delle persone coinvolte.
La vicenda giudiziaria interessa un numero elevato di soggetti e un consistente volume di pratiche amministrative, con contestazioni riconducibili al presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Resta fondamentale distinguere le accuse formulate dagli inquirenti dalle responsabilità eventualmente accertate in giudizio.
Per tutti gli indagati vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.












