Ci sono figure che attraversano la storia lasciando segni profondi, pur restando ai margini della memoria collettiva. Uomini che hanno servito il proprio paese con rigore, intelligenza e senso delle istituzioni, ma che il tempo ha lentamente consegnato all’oblio. Pietro Imbrìaco appartiene a questa categoria di protagonisti dimenticati.
Con “Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo”, pubblicato da Edizioni dell’Ippogrifo nella Collana Cilento, Raffaella Imbrìaco restituisce voce, dignità storica e profondità umana a una personalità straordinaria del Mezzogiorno italiano tra Otto e Novecento.
CHI ERA PIETRO IMBRÌACO
Nato nel 1845 a Forìa di Centola, nel Cilento, Pietro Imbrìaco fu medico, scienziato e alto ufficiale del Regio Esercito.
Uomo di vasta cultura e di rigorosa formazione, raggiunse importanti incarichi nella Sanità Militare italiana, distinguendosi per competenza professionale, dedizione e autorevolezza scientifica.
Partecipò a congressi internazionali rappresentando ufficialmente l’Italia e contribuì al progresso della medicina attraverso studi e pubblicazioni dedicate soprattutto alla chirurgia e alla medicina di guerra.
IL LIBRO
Ma il cuore del libro va oltre la ricostruzione biografica.
Attraverso documenti originali, lettere, testimonianze e fonti d’epoca, emerge soprattutto il ritratto morale di un uomo profondamente legato alla propria terra e animato da un forte senso civile.
Quando Pietro Imbrìaco decise di impegnarsi in politica, lo fece sostenendo idee allora rivoluzionarie per il Sud: il diritto all’istruzione pubblica e l’accesso alla sanità per tutti.
Una visione moderna e coraggiosa che lo portò a scontrarsi con i sistemi di potere e le logiche clientelari radicate nel territorio, pagando personalmente il prezzo della propria indipendenza e integrità.
Il libro di Raffaella Imbrìaco non è soltanto una biografia storica: è anche una riflessione sul valore della memoria, sul rapporto tra etica e potere, sul senso del servizio pubblico e sulla necessità di restituire spazio a figure che hanno contribuito, spesso nel silenzio, alla costruzione civile del Paese.
Con una scrittura rigorosa ma intensa, l’autrice ricompone il profilo di un uomo che seppe essere insieme militare, medico, studioso e cittadino, conservando fino alla fine il tratto umano e morale del “gentiluomo”.
LA PRESENTAZIONE AL
SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO
Il volume sarà presentato giovedì 14 maggio, dalle ore 10:30 alle 11:15, al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Lingotto Fiere, Padiglione Oval, Spazio Campania (X50), in dialogo con Maura Ciociano.
L’AUTRICE
Raffaella Imbrìaco, nata a Grosseto, vive a Reggio Calabria ed è di origini cilentane.
Laureata in Scienze Politiche, giornalista pubblicista e docente di discipline giuridiche ed economiche, da anni si dedica alla scrittura e alla comunicazione.
Ha pubblicato i romanzi “L’Orsa” (2023), “Tutti gli amori di Edoardo” (2024), “La fabbrica di Bottoni” (2025) e la silloge poetica “Non sono una poeta” (2023), ottenendo premi e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari nazionali.












