Alici di menaica: unicità di un territorio che conserva le tradizioni

di Federico Martino

                              

C’è un’antichissima tecnica di pesca, un tempo diffusa su tutte le coste del Mediterraneo, che sopravvive soltanto nel Cilento, soprattutto a Marina di Pisciotta, un piccolo borgo sulla costiera cilentana, a metà strada tra Velia e Capo Palinuro. La menaica o menaide (si chiamano così sia la barca che le reti). Le "Alici di menaica" si pescano di notte, i pescatori escono con le barche e stendono la rete sbarrando il loro percorso, le maglie della rete sono larghe al punto tale che solo le grandi restano imprigionate mentre le piccole scappano via libere, la caratteristica del pesce azzurro in questione è che nel momento che resta imprigionata dibattendosi perde la maggior parte del propio sangue, Per questo,che conservate sotto sale, si distinguono per la carne chiara che tende al rosa e un profumo intenso e delicato. Si mangiano anche fresche , crude all’insalata, appena sbiancate da una spruzzata di limone e condite con olio, aglio e prezzemolo, o il sugo di alici con un pò d’olio e pomodorini freschi aglio e peperoncino ed anche ‘mbuttunate ovvero imbottite,  alici aperte, farcite con formaggio caprino,uova,aglio e prezzemolo, infarinate, fritte e cotte nella salsa di pomodoro.
Comunque sia la tradizione resta, grazie ad un piccolo gruppo di pescatori (7-8 barche) che ancora oggi a Marina di Pisciotta continua questa estenuante pesca regalandoci il piacere di assaporare i sapori che erano dei nostri avi

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