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28 Ottobre 2026
28 Ottobre 2026

Scafati, 48enne morto in ospedale: il Gip riapre le indagini

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La morte di un 48enne di Scafati, avvenuta il 10 marzo 2025 all’ospedale di Nocera Inferiore, torna al centro di un’inchiesta giudiziaria. Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, disponendo ulteriori accertamenti sulle circostanze del decesso e sull’assistenza sanitaria prestata al paziente.

La decisione arriva dopo l’opposizione presentata dall’avvocato Massimo Autieri, legale della famiglia di E.G., che ha contestato le conclusioni della consulenza tecnica disposta dalla Procura. Secondo il Gip, gli approfondimenti finora effettuati non hanno fornito risposte sufficienti a tutti gli interrogativi sollevati.

Dal malore al ricovero in Neurologia

La vicenda risale al 9 marzo 2025, quando il 48enne aveva accusato un improvviso malessere mentre si trovava nella propria abitazione. Inizialmente erano comparsi capogiri e vomito, seguiti da difficoltà nell’articolazione delle parole e nel mantenere la posizione eretta.

L’uomo, che presentava una storia clinica caratterizzata da ipertensione arteriosa e tachicardia sinusale, era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore.

Dopo alcune ore e diversi accertamenti diagnostici, i sanitari avevano disposto il ricovero nel reparto di Neurologia, formulando una prima diagnosi di ictus.

I medici avevano quindi deciso di somministrare una terapia trombolitica per via endovenosa. Il paziente, informato dei possibili rischi del trattamento, aveva espresso il proprio consenso.

A causa dell’indisponibilità di posti letto, tuttavia, il 48enne era rimasto sistemato su una barella. Una circostanza che, insieme alla gestione clinica del caso, è successivamente entrata nell’esposto presentato dai familiari.

Secondo quanto riferito dalla moglie, anche dopo la somministrazione della terapia l’uomo sarebbe rimasto sulla barella, in un ambiente diverso da una normale stanza di degenza e senza collegamenti alle apparecchiature di monitoraggio.

Le sue condizioni si sono successivamente aggravate fino al decesso, avvenuto intorno alle 7.40 del 10 marzo.

Le contestazioni della famiglia e le nuove indagini

La consulenza tecnica acquisita dalla Procura aveva inizialmente ritenuto il percorso assistenziale conforme alle linee guida. Una valutazione contestata dai familiari, che hanno presentato un’articolata opposizione alla richiesta di archiviazione.

Tra gli aspetti evidenziati figurano la presunta insufficienza degli approfondimenti diagnostici, la scelta del trattamento farmacologico e le modalità di assistenza durante le ore trascorse in ospedale.

La famiglia sostiene che sarebbero stati necessari ulteriori esami prima di procedere con la trombolisi. Nell’opposizione viene inoltre prospettato un possibile collegamento tra il farmaco somministrato e l’emorragia cerebrale indicata come causa del decesso.

Si tratta di circostanze ancora da verificare sul piano medico-legale, sulle quali il giudice ha ritenuto necessario proseguire gli accertamenti.

Il Gip ha disposto anche l’identificazione dei medici che ebbero concretamente in gestione il paziente, affinché le rispettive condotte possano essere esaminate alla luce della documentazione sanitaria e delle criticità evidenziate.

La Procura di Nocera Inferiore avrà sei mesi per completare le nuove indagini. L’obiettivo è chiarire se il percorso diagnostico e terapeutico sia stato adeguato e se eventuali omissioni abbiano avuto un ruolo nell’evoluzione delle condizioni cliniche del 48enne.

La riapertura dell’inchiesta non rappresenta un accertamento di responsabilità, ma consente di approfondire gli aspetti rimasti irrisolti di una vicenda sulla quale la famiglia continua a chiedere chiarezza.

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