Tragedia Ciclope, parroco: «Diffido indagati delle istituzioni dal prendere parte a liturgie»

Don Gianni Citro non le manda di certo a dire e, dopo aver incontrato i familiari di Crescenzo Della Ragione, il 27enne morto lunedì sera al Ciclope di Marina di Camerota schiacciato da un masso che è franato durante un violento nubifragio, si rivolge agli indagati e li diffida dal prendere parte a liturgie. «Ho incontrato la famiglia. Gente perbene. Tutti distrutti dal dolore e da uno sconcertante sentimento di impotenza – dice il parroco di Camerota -. Vorrebbero che la morte di Crescenzo non restasse inutile». Il sacerdote ha ricordato quel «ragazzo con il sorriso sempre stampato sulle labbra» durante la messa nella chiesa di Sant’Alfonso in piazza San Domenico. 

«Intanto volano balle da parte delle istituzioni – tuona il prete, organizzatore, tra l’altro, del Meeting del Mare -. Invocano sin dal primo momento rispetto e vicinanza alla famiglia. Ma nessuno di loro si è mai fatto vivo. Ne’ una telefonata, ne’ un manifesto di cordoglio, nessun gesto concreto di solidarietà. La verità è che l’unica preoccupazione di taluni è allontanare le colpe, distrarre tutti dalle vere responsabilità e consentire il prosieguo indisturbato di certe attività». Le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Sapri e coordinate dalla procura di Vallo della Lucania vanno avanti. Giancarlo Grippo, capo procuratore, ha firmato ieri pomeriggio gli avvisi di garanzia. Quattro in tutto gli indagati. Nel registro è iscritto Antonio Romano, sindaco di Camerota, Raffaele Sacco (detto Lello), gestore della discoteca Il Ciclope, e due tecnici incaricati di monitorare il costone roccioso, anche in occasione delle serate, uno è un geologo Antonio Gravina, l’altro è un ingegnere, Gennaro D’Addio, entrambi del casertano.

«Lo show continua, annunciava il Ciclope dopo solo 24 ore dalla tragedia – conclude don Gianni -. Continua con la stessa pericolosa e famelica leggerezza di sempre. Da parte mia diffido uomini delle istituzioni indagati per omicidio dal prendere parte a manifestazioni religiose in forma ufficiale». Intanto, oggi, si è svolta, all’obitorio dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, l’autopsia sul corpo del giovane napoletano. L’esame autoptico è stato svolto dal medico legale Adamo Maiese. Per i risultati bisognerà attendere. Dall’esame potrebbero, inoltre, emergere particolari fondamentali utili agli inquirenti per le indagini. Gli investigatori sono concentrati sull’esatta dinamica dell’incidente. Il masso che avrebbe ucciso Crescenzo, infatti, non è stato mai rinvenuto.

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