Voza, da bambino balbuziente ad artista di successo: «La musica mi ha salvato»

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Voza, da bambino balbuziente ad artista di successo: «La musica mi ha salvato»

Da bambino soffriva di balbuzie ma crescendo è riuscito a trasformare la sua debolezza in un punto di forza. Inizia così la storia di Voza, nome d’arte di Massimino che di cognome fa, appunto, Voza. Il giornale del Cilento ha incontrato il giovane artista di Paestum in occasione del suo EP d’esordio ‘Looking For A Candid Rose’ ovvero la rivincita del bambino balbuziente.

Da dove nasce la tua voglia di fare musica? Come si è sviluppato il tuo progetto?
Ascolto e faccio musica sin da quando ero un pargoletto e di questo ringrazio certamente i miei genitori che mi han fatto crescere in un ambiente intriso di cultura. All’inizio la musica era soltanto uno sfogo, un mero divertimento per buttar vita la tensione essendo comunque un bambino molto iperattivo, poi però, con il tempo, è divenuta sempre più necessità. A causa della balbuzie non potevo esprimermi come gli altri, e la mia bocca era la per la maggior parte del tempo cucita. Lì la musica mi ha salvato, perchè non solo mi ha distratto da problemi più grandi di me, con i quali adesso vivo in piena armonia, ma è diventata anche il mio linguaggio principale. Essendo divenuta il mezzo primario di espressione ho deciso di iniziare a scrivere qualche parola, qualche pensiero – più che scrivere a musicare, scrivevo già – e da lì poi è nato il tutto, che in un annetto ha dato vita a questo lavoro.

Di recente uscita è il tuo ultimo singolo, raccontaci di cosa parla.
Il singolo è un brano d’amore malinconico che racconta quella che è stata la mia prima relazione che mi ha cambiato e non poco. Spiegare cosa vuol dire è inutile poichè, come ogni brano d’amore, è molto istintivo e già leggendolo si capisce tutto. L’unica cosa che tengo a precisare è il contrasto voluto tra il testo e la melodia, il primo triste e la seconda più gioiosa: il mio è un pianto di disperazione che, come si vede nel ritornello, sfocia in un coro celebrativo. Mi sono ispirato ai canti afroamericani durante i funerali. I parenti e gli amici cercano di trattenere le lacrime e cantano gospel per vari minuti e così, allo stesso modo, ho cercato di dare un pizzico di felicità al brano quasi a ringraziare ciò che è stato più che sminuirlo.

Al momento sembra che stia riscuotendo un ottimo successo, progetti futuri?
Ti ringrazio, speriamo continui così! L’unico progetto che ho in mente è quello di suonare, suonare e poi suonare. Ho ancora tantissimo da imparare, sia sulla scrittura che sul cantato, ma vedrò di mettercela tutta



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