26 Febbraio 2026
26 Febbraio 2026

Upskilling e formazione digitale: quanti lavori rischiano di restare scoperti

| di
Upskilling e formazione digitale: quanti lavori rischiano di restare scoperti

In un mercato del lavoro sempre più dominato dalla tecnologia e dall’automazione, la formazione continua e l’upskilling digitale sono diventati elementi chiave per garantire occupabilità e competitività. Nonostante la proliferazione di corsi e iniziative per aggiornare le competenze dei lavoratori, la carenza di competenze digitali resta uno dei principali ostacoli per imprese e lavoratori sia in Italia sia nel resto d’Europa.

Secondo i dati più recenti, quasi quattro europei su dieci non posseggono competenze digitali di base, un livello considerato già essenziale per l’accesso al lavoro e alla vita sociale nell’economia attuale. Nel 2023, il 56% degli adulti nell’Unione Europea aveva almeno competenze digitali di base o superiori, con significative differenze tra Paesi: si va dall’83% nei Paesi Bassi ai livelli molto più bassi di altri Stati membri. La Commissione Europea aveva fissato l’obiettivo di portare almeno il 70% della popolazione adulta a questo livello entro il 2025, ma senza misure aggiuntive questo traguardo rischia di essere mancato.

Gran parte delle aziende europee segnala difficoltà nel reperire personale con competenze digitali adeguate. Più del 70% delle imprese considera la mancanza di personale digitalmente qualificato un freno agli investimenti, soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica. Questa carenza non riguarda solo competenze di base come l’uso di strumenti digitali, ma anche figure specializzate in aree chiave come sviluppo software, gestione dei dati e sicurezza informatica.

La situazione in Italia riflette questo quadro generale, con segnali preoccupanti. Secondo statistiche dell’ISTAT, meno della metà degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, mentre nell’Unione la media supera il 55%. In particolare nel Sud e nelle Isole la percentuale scende ulteriormente, evidenziando un forte gap territoriale.

A questo si aggiunge un problema strutturale nel mercato del lavoro italiano: la domanda di competenze tecniche supera di gran lunga l’offerta. Secondo un osservatorio sulle competenze digitali, per allineare il livello di occupazione italiano a quello dei principali Paesi europei sarebbero necessari oltre 230mila professionisti ICT in più, a fronte delle decine di migliaia di annunci di lavoro non soddisfatti ogni anno.

La mancanza di talenti nel digitale è destinata ad accentuarsi se non si interviene con politiche efficaci di formazione. Uno studio dell’European Skills and Jobs Survey ha rilevato che oltre l’80% dei posti di lavoro richiede almeno competenze digitali di livello base o superiore, e persino settori tradizionali si aspettano che i lavoratori sappiano utilizzare strumenti digitali nel proprio lavoro quotidiano.

Di fronte a queste criticità, l’Unione Europea ha promosso numerose iniziative per incentivare l’acquisizione di competenze digitali: dalla Coalition for Digital Skills and Jobs alla piattaforma europea per le competenze digitali che offre risorse, opportunità formative e finanziamenti destinati a cittadini e imprese. L’obiettivo è non solo incrementare il livello di competenze tecniche, ma anche promuovere la formazione lungo tutto l’arco della vita lavorativa, per permettere ai lavoratori di aggiornarsi costantemente.

In Italia, università, enti di formazione e grandi imprese stanno intensificando programmi di upskilling e reskilling per rispondere alla domanda di nuove professionalità digitali. Tuttavia, esperti e associazioni di categoria sottolineano che gli investimenti pubblici e privati devono aumentare, così come la qualità e l’accessibilità della formazione stessa, affinché la crescita economica legata alla digitalizzazione si traduca anche in maggiore occupabilità per i lavoratori.

Il mercato del lavoro del futuro, insomma, sarà sempre più caratterizzato dalla digitalizzazione: chi saprà aggiornarsi e acquisire competenze digitali avanzate probabilmente avrà maggiori opportunità, mentre chi non lo farà rischierà di rimanere ai margini di un’economia in rapida trasformazione.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata