Nel Cilento, tra il mare di Pisciotta e Palinuro, sopravvive una delle tradizioni gastronomiche più antiche del Mediterraneo: quella delle alici di menaica. Una tecnica di pesca millenaria tramandata di generazione in generazione e oggi riconosciuta come Presidio Slow Food.
Le alici di menaica rappresentano uno dei simboli più autentici della cultura marinara campana e del turismo enogastronomico legato al Cilento. Un prodotto di nicchia, ancora lavorato artigianalmente e sempre più ricercato da chef, appassionati di cucina e visitatori italiani e stranieri.
Che cosa sono le alici di menaica
Le alici di menaica sono alici pescate con un particolare sistema tradizionale chiamato “menaica” o “menaide”, una rete antichissima già utilizzata in epoca greca lungo le coste del Mediterraneo. Oggi questa tecnica sopravvive quasi esclusivamente nel Cilento, soprattutto tra Marina di Pisciotta e alcune aree della costa salernitana.
La particolarità della rete è la sua maglia larga, che seleziona naturalmente soltanto i pesci più grandi, lasciando passare quelli più piccoli. Questo rende la pesca particolarmente sostenibile e rispettosa dell’ecosistema marino.
Una pesca lenta e sostenibile
La pesca avviene nelle notti di mare calmo, generalmente tra primavera ed estate, da marzo ad agosto. I pescatori escono al tramonto con piccoli gozzi tradizionali e stendono la rete lungo il percorso dei banchi di alici.
Quando le alici restano impigliate nella rete, perdono naturalmente gran parte del sangue direttamente in mare. Questo processo contribuisce a dare al prodotto finale un sapore più delicato rispetto alle comuni alici conservate. Una volta recuperate, vengono pulite manualmente una a una, senza l’utilizzo di macchinari industriali.
Un altro elemento distintivo è l’assenza di ghiaccio durante il trasporto: le alici vengono lavorate immediatamente dopo lo sbarco, secondo una tradizione rimasta invariata nei secoli.
La lavorazione sotto sale
Dopo la pulizia, le alici vengono lavate in salamoia e sistemate in contenitori di terracotta o vetro alternando strati di pesce e sale marino. La maturazione dura almeno tre mesi, ma in molti casi può proseguire più a lungo.
Il risultato è un prodotto dal colore chiaro tendente al rosa, con una consistenza compatta e un gusto intenso ma equilibrato. Caratteristiche che distinguono nettamente le alici di menaica dalle normali acciughe industriali.
Il primo Presidio Slow Food della Campania
Nel 2001 le alici di menaica sono diventate il primo Presidio Slow Food della Campania. L’obiettivo era salvare una tradizione che rischiava di scomparire a causa della pesca industriale e del progressivo abbandono delle tecniche artigianali.
Oggi la produzione resta limitata: poche barche continuano ancora a praticare questo tipo di pesca, mantenendo viva una microeconomia locale legata al mare e alla cultura cilentana.
Come si mangiano
Le alici di menaica vengono utilizzate in numerose ricette tradizionali del Cilento. Possono essere consumate crude, semplicemente condite con olio extravergine, limone e prezzemolo, oppure cotte in sughi, zuppe e piatti di pasta.
Tra le preparazioni tipiche ci sono: gli spaghetti con alici di menaica; le “alici ammollicate” con pane, aglio e prezzemolo; le “inchiappate”, alici ripiene e cotte nel sugo; il “cauraro”, piatto tradizionale cilentano con verdure e alici.
Negli ultimi anni le alici di menaica sono diventate anche un motore del turismo esperienziale nel Cilento. Sempre più visitatori scelgono Marina di Pisciotta per assistere alla pesca tradizionale, conoscere i pescatori e scoprire i sapori autentici della Dieta Mediterranea.
In un’epoca dominata dalla produzione industriale, le alici di menaica rappresentano un raro esempio di equilibrio tra tradizione, sostenibilità e cultura locale. Un patrimonio gastronomico che continua a












