A dieci anni ha già imparato a fare quello che per la maggior parte delle persone sembra semplicemente impossibile: prendere una moto da motocross, lanciarsi da una rampa e compiere un giro completo all’indietro prima di atterrare. Si chiama Rocky Glynn, è australiano ed è uno dei più giovani talenti emergenti del freestyle motocross.
La sua storia comincia prestissimo, quasi prima ancora che possa essere definita una vera passione. Rocky ha iniziato a guidare una moto quando aveva appena due anni, nella proprietà di famiglia, dove il padre Josh ha allestito nel tempo anche strutture per gli allenamenti. I primi salti sono arrivati già intorno ai tre-quattro anni. A sei anni, invece, Rocky aveva già imparato a eseguire un backflip con la BMX.
Ma è sulle due ruote motorizzate che il giovane australiano ha cominciato a fare sul serio.
Il salto che lo ha fatto conoscere
Il momento della svolta è arrivato nel maggio 2026, quando Rocky, a dieci anni, ha completato un backflip su una moto da freestyle motocross. Il tentativo è stato preparato per circa tre mesi, con allenamenti quasi quotidiani e una progressione costruita passo dopo passo.
Il salto è stato effettuato utilizzando una rampa e un grande airbag per l’atterraggio, una delle misure di sicurezza utilizzate durante questo tipo di preparazione. La prestazione ha attirato l’attenzione perché Rocky aveva appena 10 anni e cinque settimane.
Il padre ha sostenuto che il figlio potesse aver stabilito un nuovo primato di precocità, superando il precedente riferimento attribuito a Haiden Deegan. Si tratta tuttavia di un record riportato dalle fonti che hanno seguito l’impresa e non di un record Guinness ufficialmente certificato.
Al di là dei numeri, resta il dato più sorprendente: a un’età in cui molti bambini stanno ancora imparando ad andare in bicicletta, Rocky si misura con una delle acrobazie più spettacolari e complesse del motocross freestyle.
L’eredità di Jayo Archer
Nella crescita sportiva di Rocky c’è anche una figura che rappresenta molto più di un semplice modello: Jayden “Jayo” Archer, uno dei più importanti protagonisti dell’FMX australiano.
Archer, capace di entrare nella storia della disciplina con il primo triple backflip, è morto nel 2024 durante un allenamento. La sua figura continua però a essere un punto di riferimento per la nuova generazione di rider australiani, Rocky compreso.
Per il giovane talento, il freestyle motocross non sembra essere soltanto una questione di acrobazie e spettacolo. C’è anche il desiderio di entrare in una tradizione sportiva fatta di coraggio, tecnica e continua ricerca del limite.
Dall’Australia agli Stati Uniti
La consacrazione internazionale è arrivata nell’estate del 2026, quando Rocky ha attraversato il Pacifico per approdare negli Stati Uniti e partecipare agli spettacoli di Nitro Circus, uno dei marchi più conosciuti nel mondo degli sport action.
Ad Annapolis, nel Maryland, nell’agosto 2026, il bambino australiano ha eseguito un altro backflip in occasione dello show, diventando, secondo le fonti che hanno raccontato l’evento, il più giovane performer ad aver compiuto un motorcycle backflip durante uno spettacolo di Nitro Circus.
Un traguardo particolarmente significativo anche per il luogo: Annapolis è infatti la città di Travis Pastrana, cofondatore di Nitro Circus e autentica icona del freestyle motocross.
Il pubblico americano ha così potuto vedere da vicino quello che in Australia aveva già cominciato a far parlare di sé: un bambino con una tecnica sorprendentemente matura e una naturalezza davanti alle rampe che contrasta con la sua giovanissima età.
Il futuro è ancora tutto da scrivere
La storia di Rocky Glynn è appena all’inizio. A dieci anni ha già accumulato esperienze che molti rider inseguono per una vita: il primo backflip in moto, importanti esibizioni internazionali e l’ingresso nel mondo di Nitro Circus.
Ma proprio perché si tratta di un bambino, la sua vicenda va osservata anche sotto un’altra prospettiva. Dietro ogni salto spettacolare ci sono mesi di preparazione, tecnica, supervisione e sistemi di sicurezza. Nel freestyle motocross il talento, da solo, non basta: servono disciplina e una progressione estremamente graduale.
Rocky, intanto, continua a saltare. E se il suo sogno è quello di diventare un grande protagonista dell’FMX, ha già dimostrato una cosa: la paura delle rampe non sembra essere tra i suoi problemi.
(Foto da pagina Instagram rocky_glynn)












