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30 Ottobre 2026
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Riforma dell’artigianato, Casola (Fenailp): «Regole più semplici e formazione per dare futuro alle imprese»

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Riforma dell’artigianato, Casola (Fenailp): «Regole più semplici e formazione per dare futuro alle imprese»

Regole al passo con i tempi, maggiori possibilità di crescita per le imprese e un investimento concreto sul ricambio generazionale. Sono le sfide al centro della riforma dell’artigianato, approvata in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, che punta ad aggiornare la legge-quadro del 1985 e a rispondere alle trasformazioni del settore.
«L’artigianato ha bisogno di una disciplina capace di accompagnare l’evoluzione delle imprese, senza snaturarne l’identità. Aggiornare regole che risalgono a oltre quarant’anni fa significa offrire strumenti più adeguati a chi lavora, investe e crea occupazione. Ora è importante che le novità si traducano in vantaggi concreti per le aziende», dichiara Sergio Casola, presidente di Fenailp Artigianato.

Tra gli interventi previsti figurano una revisione dei vincoli societari, con maggiore attenzione al capitale detenuto dai soci impegnati prevalentemente nella produzione, e la possibilità di aprire fino a tre unità locali artigiane, anche al di fuori della circoscrizione della Camera di commercio della sede principale. Lo schema introduce inoltre maggiore flessibilità nella gestione dei requisiti tecnico-professionali, nel rispetto delle norme previste per le singole attività.

«La possibilità di organizzarsi con maggiore flessibilità può favorire investimenti e nuove opportunità di mercato. Ma la semplificazione deve essere reale: servono indicazioni chiare e procedure uniformi, affinché le imprese non si trovino ad affrontare ulteriori costi o adempimenti», sottolinea Casola.

Un ruolo strategico è affidato anche alla formazione. Il riconoscimento del maestro artigiano e della bottega-scuola punta a valorizzare l’esperienza maturata sul campo e a favorire il trasferimento delle competenze alle nuove generazioni, attraverso modalità che saranno definite da Regioni e Province autonome.

«Il ricambio generazionale è una delle questioni decisive per il futuro del settore. Quando una bottega chiude senza trasmettere il proprio sapere, si perde un patrimonio professionale e culturale difficile da ricostruire. Dobbiamo mettere gli artigiani nelle condizioni di formare i giovani, creare un collegamento concreto con le scuole e rendere i mestieri una prospettiva professionale qualificata», aggiunge il presidente di Fenailp Artigianato.

La riforma prevede inoltre una Commissione consultiva per l’artigianato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiamata a contribuire alle politiche di settore e a favorire un’applicazione omogenea delle nuove disposizioni.
L’iter proseguirà con l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e i pareri delle Commissioni parlamentari, prima dell’approvazione definitiva. «È il momento di ascoltare le esigenze di chi ogni giorno tiene vive le imprese artigiane. Ci aspettiamo una riforma capace di coniugare regole certe, innovazione e formazione, sostenendo le aziende non soltanto nella fase di avvio, ma anche nella crescita e nel passaggio generazionale», conclude Casola.

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