Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
4 Novembre 2026
4 Novembre 2026

Salerno, al Ruggi la prima donazione di organi a cuore fermo

| di
Salerno, al Ruggi la prima donazione di organi a cuore fermo

Un importante passaggio per la medicina dei trapianti è stato compiuto all’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove nella mattinata è stata avviata, per la prima volta nella struttura, una procedura di donazione di organi a cuore fermo. Le operazioni si svolgono in collaborazione con l’équipe cardiochirurgica dell’ospedale Monaldi di Napoli.

La novità rappresenta un risultato di particolare rilievo dal punto di vista sanitario e organizzativo. La procedura, conosciuta con la sigla DCD, richiede infatti competenze specialistiche, tecnologie avanzate e un coordinamento tra diversi professionisti coinvolti nelle attività di donazione e recupero degli organi.

A rendere nota l’importanza dell’intervento è stato il direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone, intervenuto durante la presentazione del progetto «4 Zampe per la Vita», iniziativa dedicata all’ingresso dei cani nel reparto di Oncologia Medica.

Donazione a cuore fermo: come funziona la procedura DCD

La donazione a cuore fermo costituisce una delle procedure più avanzate nell’ambito della medicina dei trapianti. A differenza di altri percorsi di donazione, viene effettuata dopo l’arresto della circolazione sanguigna e l’accertamento della cessazione irreversibile delle funzioni circolatorie.

Il recupero degli organi può avvenire esclusivamente nel rispetto dei protocolli previsti, attraverso una successione di valutazioni e attività cliniche che richiedono un’organizzazione particolarmente complessa.

Proprio per queste caratteristiche, la DCD, Donation after Circulatory Death, necessita della partecipazione di équipe con competenze differenti, chiamate a operare in maniera coordinata nelle diverse fasi della procedura.

L’avvio di questo percorso all’ospedale salernitano segna quindi un momento significativo per la struttura, che affronta per la prima volta una tipologia di donazione caratterizzata da elevata complessità clinica.

La collaborazione tra il Ruggi di Salerno e il Monaldi di Napoli

Un elemento centrale dell’intervento è rappresentato dalla collaborazione con gli specialisti cardiochirurgici dell’ospedale Monaldi di Napoli. Il coinvolgimento delle due strutture evidenzia il ruolo del lavoro congiunto nell’esecuzione di procedure che richiedono risorse professionali e tecnologiche specifiche.

Il direttore generale Nicola Cantone ha illustrato il valore dell’iniziativa mentre le operazioni erano ancora in corso, in occasione di un altro appuntamento dedicato alle attività dell’ospedale.

La presentazione del progetto «4 Zampe per la Vita», rivolto al reparto di Oncologia Medica, ha infatti costituito il contesto nel quale è stata comunicata la novità relativa alla donazione.

Si tratta di due iniziative distinte, entrambe legate alle attività sanitarie dell’azienda ospedaliera salernitana, con finalità e caratteristiche differenti.

Per il Ruggi, l’avvio della prima procedura di donazione a cuore fermo rappresenta un traguardo clinico e umano. Il percorso, al momento della comunicazione, risultava ancora in svolgimento e non erano stati forniti ulteriori dettagli sull’esito delle operazioni.

Consigliati per te
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata