La chiusura dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” non riguarda soltanto Battipaglia. Le conseguenze dello stop stanno interessando anche altri presidi della provincia, chiamati ad accogliere pazienti e a garantire servizi già messi alla prova dalla carenza di personale.
L’Asl Salerno ha convocato i sindacati nella sede di via Nizza per fare il punto sull’emergenza. La Fp Cgil ritiene che le criticità strutturali dell’edificio siano state liquidate con eccessiva rapidità e contesta l’orientamento verso una ricostruzione nella stessa area.
Il sindacato propone di tornare a valutare un sito alternativo, già individuato dai sindaci del comprensorio, dove costruire una struttura con una capacità compresa tra 400 e 500 posti letto. Il progetto attualmente ipotizzato, fermo a circa 350 posti, viene considerato insufficiente rispetto ai bisogni della Piana del Sele.
Tra le richieste avanzate dal segretario generale Antonio Capezzuto figurano anche il rafforzamento delle case di comunità, il potenziamento degli ospedali di Eboli, Roccadaspide e Oliveto Citra e la riapertura del Pronto soccorso di Agropoli.
A preoccupare è anche la Pediatria del “Luigi Curto” di Polla, dove sono stati trasferiti alcuni bambini precedentemente ricoverati a Battipaglia. Il reparto avrebbe soltanto tre medici in servizio, compreso il responsabile Teodoro Stoduto.
Alla direzione dell’Asl è stata segnalata una carenza complessiva di medici, infermieri e operatori sociosanitari. Senza nuovi rinforzi, il trasferimento dei pazienti rischia di aumentare ulteriormente il carico di lavoro del personale.












