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22 Settembre 2026
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Efficienza energetica: in Campania oltre 6 edifici certificati su 10 ricadono nelle classi peggiori, F e G

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Efficienza energetica: in Campania oltre 6 edifici certificati su 10 ricadono nelle classi peggiori, F e G

Bollette che salgono, un contesto internazionale che rende l’approvvigionamento energetico sempre più complesso e un patrimonio immobiliare che, nella sua parte più consistente, disperde energia perché vecchio e mai riqualificato. È l’intreccio che pesa oggi sulle famiglie italiane: perché il modo più diretto per ridurre i consumi, e quindi i costi, passa dallo stato degli edifici in cui viviamo. E la fotografia in Campania non è incoraggiante: secondo l’elaborazione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti su base dati SIAPE, oltre 6 edifici residenziali su 10 per i quali nel 2025 è stato richiesto un attestato di prestazione energetica (APE) ricadono nelle due classi peggiori, F e G. Solo il 5% appartiene alle classi A.

A smuovere qualcosa, negli ultimi anni, è stata soprattutto la stagione dei bonus edilizi, che secondo le recenti stime di Nomisma avrebbe permesso al Paese di raggiungere il 56% degli obiettivi 2030 previsti dalla Direttiva Case Green. Un risultato che però non basta: senza un piano di attuazione definito e un investimento costante di fondi, il percorso di riqualificazione rischia di fermarsi proprio mentre servirebbe accelerare. Gli incentivi fiscali hanno comunque messo in moto uno svecchiamento del patrimonio edilizio oggi più necessario che mai. Di riqualificazione edilizia e di efficientamento energetico si discuterà durante SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere per la sua sessantesima edizione, dal 7 al 10 ottobre 2026.

Certificazioni energetiche 2025: la fotografia dei dati SIAPE

Qual è veramente lo stato degli edifici residenziali? Secondo il sistema informativo sviluppato da ENEA, in Campania nel 2025 sono stati emessi 77.620 Attestati di Prestazione Energetica (APE). Guardando alla distribuzione per classe energetica, il quadro mostra una presenza ancora molto rilevante degli immobili nelle fasce meno efficienti: il 61% delle certificazioni ricade infatti nelle ultime classi energetiche, F e G, pari rispettivamente al 31,5% e al 29,9% del totale. Le classi energetiche più elevate, dalla A1 alla A4, rappresentano invece complessivamente circa il 5% degli APE, con la sola A4 al 1,3%.

E nelle province, qual è la situazione? Nel 2025, le province con la maggiore incidenza di APE nelle classi A sono Avellino (9%), Salerno (8%), Caserta (7%), Benevento (6%) e Napoli (4%). Sul fronte opposto, la maggiore incidenza di APE nelle classi energetiche F e G si registra a Napoli (65%), Benevento (60%), Avellino (58%), Salerno (58%) e Caserta (54%).

“I dati SIAPE fotografano in Campania un patrimonio residenziale ancora in larga parte energivoro, con oltre 6 certificazioni su 10 rilasciate nel 2025 ferme alle classi F e G. È un ritardo strutturale, che il ciclo dei bonus ha intaccato solo in parte e che oggi si lega a due elementi: la volatilità dei prezzi dell’energia e un quadro europeo che, tra recepimento della direttiva e nuovi requisiti minimi, alza progressivamente l’asticella – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIEIn questo scenario la filiera delle costruzioni ha un ruolo decisivo. La riqualificazione è quindi un investimento che genera un effetto domino su produttività, occupazione e valore degli immobili: servono però innovazione, tecnologie e competenze diffuse per renderla scalabile. È la ragione per cui SAIE si conferma il punto di incontro tra imprese, associazioni e professionisti: una sfida di questa portata, che tocca la struttura stessa del Paese, si affronta solo mettendo intorno allo stesso tavolo tutta la filiera.”

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