A Salerno lo conoscevano come Friccolo, il soprannome con cui gli amici d’infanzia continuavano a chiamarlo nonostante fossero trascorsi molti anni dalla sua partenza. Per l’Esercito italiano era invece il sergente Simone Ruggia, 36 anni, morto nel tragico incidente avvenuto in Bosnia. La notizia ha sconvolto il quartiere Europa, nella zona orientale della città, dove il militare era nato e cresciuto.
La famiglia si è chiusa nel dolore. Nella casa di via Pietro De Ciccio, la madre Gina, la sorella Ilenia e il cognato Alessandro hanno chiesto riservatezza, mentre amici e conoscenti si sono stretti attorno ai familiari.
Ruggia aveva lasciato Salerno più di dieci anni fa per inseguire il desiderio di entrare nell’Esercito. Un obiettivo coltivato fin da ragazzo, quando aveva cominciato a prepararsi fisicamente per affrontare le prove di selezione.
Il sogno dell’Esercito e i ricordi degli amici
Chi lo aveva conosciuto da bambino lo descrive come una persona gentile, sempre disponibile e lontana dai conflitti. Un compagno delle scuole elementari ricorda il suo carattere mite e la capacità di rispondere con un sorriso anche quando veniva preso in giro.
Il percorso verso la carriera militare aveva conosciuto un imprevisto proprio quando Simone era ormai vicino alla partenza. A circa quindici giorni dall’ingresso nell’Esercito, un incidente stradale gli aveva provocato una frattura al gomito, costringendolo a rinviare di un anno il proprio progetto.
Un episodio tornato alla memoria degli amici dopo la tragedia. Nonostante quell’ostacolo, Simone aveva continuato a inseguire il suo obiettivo, riuscendo infine a realizzarlo.
Negli ultimi anni aveva costruito la propria vita a Viterbo, città diventata la sua seconda casa. A maggio aveva sposato Chiara, originaria di Brindisi, con la quale stava progettando il futuro.
Il prossimo Natale avrebbe rappresentato anche l’occasione per tornare a Salerno e ritrovare gli amici di sempre, celebrando insieme a loro il recente matrimonio.
A ricordarlo sono Mimmo, Andrea, Giovanni, Morgan, Carmine, Rodolfo, Alfredo e Peppe, i ragazzi con cui aveva condiviso l’infanzia tra partite di calcio, motorini e serate nella piazzetta del quartiere.
Nel loro messaggio hanno ripercorso gli anni trascorsi insieme, ricordando il sorriso, la generosità e la decisione di Simone di arruolarsi per servire il Paese. Un legame rimasto vivo anche dopo il trasferimento lontano da Salerno.
Il cordoglio delle istituzioni per Simone Ruggia
La morte del sergente ha suscitato numerose manifestazioni di vicinanza alla famiglia.
Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha ricordato il militare come un giovane che ha perso la vita lontano da casa mentre svolgeva il proprio dovere, esprimendo condoglianze ai familiari di tutte le vittime dell’incidente.
Anche il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ha rivolto un pensiero alla famiglia, sottolineando la scelta di Ruggia di servire l’Italia nell’Esercito e la passione che lo aveva avvicinato al mondo del volo.
Un messaggio di cordoglio è arrivato inoltre dall’arcivescovo di Salerno, monsignor Andrea Bellandi.
Nel quartiere Europa resta il ricordo di un ragazzo che aveva lasciato la propria città per realizzare un sogno, senza interrompere il rapporto con le persone con cui era cresciuto.
Gli amici continuano a chiamarlo Friccolo, il soprannome di cui oggi nessuno ricorda più con precisione l’origine, ma che per tutti conserva il significato di un’amicizia iniziata nell’infanzia e mai interrotta.












