Vallo della Lucania, commercio in centro. Bruno: «Ha perso centralità, investimenti pubblici sbagliati»

La situazione commerciale di Vallo della Lucania rimane un caso aperto in cui continuano, ininterrottamente, le polemiche e le proteste in un contesto che sembra peggiorare gradualmente. Alle tasse, spesso troppo alte, si aggiunge il calo delle vendite ed un indice di affluenza sempre meno costante. Una serie di aspetti che generalmente porta varie attività sull’orlo del fallimento con conseguente chiusura di negozi e botteghe. Dissimili sono le condizioni di fondo che hanno provocato e favorito tale squilibrio.

Basti far scorrere l’occhio sull’attuale stato demografico in cui si trova ora il comune di Vallo Della Lucania. Secondo i dati Istat, nell’anno 2010 si contavano 8.865 abitanti. Dal 31 dicembre 2014, se ne contano, invece, 8.625. Un altro aspetto fondamentale risiede nel progresso che stanno avendo i paesi limitrofi, in cui nascono attività che tempo fa erano presenti soltanto a Vallo. Si ha, quindi, la possibilità di accedere a numerosi servizi nel proprio paese, evitando di spostarsi nella vicina cittadina.

«Sotto un certo punto di vista – dichiara Antonio Bruno, membro della segreteria provinciale del partito democratico –  l’analisi demografica mostra un venir meno della centralità commerciale di Vallo della Lucania, ma non è questa l’unica causa per la quale il lato commerciale vallese si ritrovi in una fase di declino. Gli altri paesi sono cresciuti commercialmente nel corso degli anni. Vallo – spiega –  ha perso la centralità commerciale di una volta, la quale era in genere favorita dall’arretratezza del contesto urbano attorno a Vallo ma anche da una tradizione commerciale che da sempre legava i servizi di ordine primario a Vallo. Con lo sfaldarsi di queste condizioni è normale che le attività inizino a chiudersi. Le persone vengono per altre necessità come l’ospedale, il tribunale o altre cliniche. Sotto l’aspetto politico – continua – ci sono delle programmazioni sbagliate per quanto riguarda degli investimenti pubblici».

«Si è pensato che avendo l’ospedale ed il tribunale e qualche altro servizio, tutto il resto venisse da sé, ma non è stato così. – continua – Basti pensare alle delocalizzazioni che ci sono state sul territorio vallese. Ad esempio – aggiunge Bruno –  la sede del Parco che è stata spostata in località Montisani. Le scuole sono state delocalizzate, il tribunale è stato posizionato in un posto che di fatto non porta nulla alla comunità vallese, in termini commerciali. Vallo vive una situazione di stagnazione profonda. Non si è mai puntato sul tentativo di dare una vocazione nuova. Non è, ormai, più la Vallo di 40 anni fa, quando attorno ad essa non c’era nulla. Tra i commercianti – prosegue –  servirebbe maggiore coesione. Anche con la nascita di una sorta di associazionismo che c’è stata a Vallo in questo periodo, si potrebbe sostenere l’idea di fare una serrata, di farsi sentire vivacemente. Se tutti i commercianti chiudessero per una giornata – conclude – magari qualcosa inizierebbe a smuoversi. Specialmente con i prezzi degli affitti».

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