La Campania si è classificata nel 2025 al 19° posto nazionale per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare.
Il dato emerge dalle classifiche del “Welfare Italia Index 2025” – strumento di monitoraggio che prende in
considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a
livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire – realizzato da “Welfare,
Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House –
Ambrosetti (TEHA).
Il Welfare Italia Index viene presentato analiticamente all’interno del Rapporto Annuale del Think Tank
“Welfare, Italia”, disponibile sul sito di Welfare Italia.
Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator che misurano dimensioni di input (ovvero
indicatori di spesa – pubblica e privata – in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un
determinato territorio: ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul
totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output (ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la
spesa in welfare: ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).
Indicatori di Spesa
Con riferimento agli indicatori di spesa, ottiene un punteggio di 80,1 posizionandosi al 10° posto.
Nel dettaglio, la Campania è al 2° posto per spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la
formazione in % del PIL regionale (6% rispetto al 3,5% di media nazionale) e al 4° per spesa pubblica per le politiche del lavoro in % al PIL regionale (3,5% contro il 2,6% della media nazionale).
La Campania si posiziona al 1° posto per importo medio dell’Assegno di inclusione, con 838 euro mensili a fronte di una media nazionale di 770 euro.
La Regione è in ultima posizione (21esima) sia per spesa sanitaria pubblica pro-capite con 2.084 euro
contro una media nazionale di 2.294 euro, sia per spesa sanitaria privata pro-capite con 425 euro rispetto
ai 615 euro spesi in media dagli italiani.
Indicatori Strutturali
In merito agli indicatori strutturali, la Campania registra un punteggio pari a 44 posizionandosi al 21° posto.
La Regione si posiziona al 21°posto per tasso di disoccupazione pari al 15,6% (6,5% di media nazionale), al 19° posto per quota di giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano né lavorano (i cosiddetti NEET – Not in Education, Employment or Training), che si attesta al 29%, rispetto alla media italiana del 17,2% e in 18° posizione per quota di cittadini inattivi (57,6% rispetto al 50,2% di media nazionale).
Migliora, invece, il dato sulla dispersione scolastica, dove la Regione risulta al 17° posto, con un tasso del
13,3% contro il 16% registrato nel 2024 (media nazionale del 9,8%).
La Campania occupa la 21° posizione per tasso di partecipazione a forme pensionistiche complementari
con il 28,5% di lavoratori che hanno sottoscritto una forma previdenziale complementare (media nazionale del 38,2%). La Regione ha, inoltre, il minor numero di pensioni di vecchiaia: 8,9 ogni 100 abitanti, in un’Italia che in media ne conta 16,1 ogni 100 abitanti.
Infine, si posiziona all’ultimo posto per efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria e al 19°
per stato di salute della popolazione.











