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16 Giugno 2026
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Emergenza sanitaria nel Cilento, chiude la centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania. I sindacati: «Servono più infermieri»

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Emergenza sanitaria nel Cilento, chiude la centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania. I sindacati: «Servono più infermieri»

VALLO DELLA LUCANIA – La centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania chiuderà definitivamente nell’ambito del processo di riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza previsto dalla Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le attività saranno accorpate alla centrale operativa di Salerno, che diventerà il punto di riferimento unico per la gestione delle emergenze dell’intera provincia, compreso il vasto territorio cilentano.

Una decisione che, se da un lato rientra nel percorso di ammodernamento e razionalizzazione del sistema sanitario, dall’altro sta sollevando preoccupazioni tra gli operatori del settore. A manifestare il proprio disappunto è la Fials Salerno, che ha acceso i riflettori sulle possibili criticità organizzative legate all’incremento dei carichi di lavoro.

Secondo il sindacato, l’integrazione delle attività delle due centrali operative richiederebbe la presenza di almeno sei operatori per turno. Attualmente, però, la centrale di Salerno sarebbe spesso costretta a garantire il servizio con una dotazione inferiore, variabile tra quattro e cinque operatori.

I numeri evidenziano la portata della riorganizzazione. La centrale operativa di Salerno gestisce già circa 132mila interventi all’anno. A questi si aggiungeranno i circa 24mila interventi provenienti dal comprensorio di Vallo della Lucania, con un aumento stimato del 20 per cento nei periodi ordinari. Una percentuale destinata a crescere ulteriormente durante la stagione estiva, quando il Cilento registra un forte incremento delle presenze turistiche e della popolazione residente temporanea, portando l’aumento delle attività fino al 30 per cento.

«Pur comprendendo le esigenze organizzative connesse all’attuazione degli interventi previsti dal PNRR – sottolinea la Fials – è necessario che il processo sia accompagnato da una puntuale valutazione delle risorse realmente disponibili, così da garantire condizioni di lavoro sostenibili per il personale e assicurare l’efficienza del servizio di emergenza-urgenza».

Per questo motivo il sindacato ha chiesto all’Asl Salerno di intervenire con urgenza attraverso un potenziamento dell’organico. La richiesta è quella di inserire almeno otto infermieri aggiuntivi, ritenuti indispensabili per sostenere l’aumento delle attività, garantire la copertura dei turni e tutelare sia gli operatori sia i cittadini che si affidano quotidianamente al servizio di emergenza.

«Non è possibile affrontare una riorganizzazione di tale portata senza le necessarie risorse umane», conclude la Fials, che auspica un confronto immediato con l’azienda sanitaria per evitare che l’accorpamento possa tradursi in un aggravio operativo e in possibili ripercussioni sulla tempestività delle risposte alle richieste di soccorso.

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